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CorSport: “Fiorentina, non incasserai molto da Dodò. Valutazione al ribasso”
Nel precedente Sassuolo-Fiorentina, Dodò era uscito tra i fischi dei tifosi viola dopo una pesante sconfitta, accompagnata anche da insulti e minacce sui social rivolte a lui e alla sua famiglia. Sembrava una rottura definitiva con l’ambiente, ma a distanza di pochi mesi il clima è cambiato: grazie ai risultati della squadra e a prestazioni più solide, il rapporto con la piazza si è ricucito.
Nonostante una stagione complessivamente al di sotto delle aspettative, Dodò resta un elemento fondamentale della squadra. È tra i giocatori più utilizzati, con oltre 40 presenze stagionali e un minutaggio tra i più alti, inferiore solo a Marin Pongračić. Pur non brillando per numeri offensivi (3 assist e 2 gol), è uno dei pochi in grado di dare velocità e ritmo a una squadra spesso in difficoltà. Per questo motivo, allenatori come Vincenzo Italiano, Paolo Vanoli, Stefano Pioli e Raffaele Palladino non hanno mai rinunciato a lui.
Come il resto della rosa, Dodo ha cinque gare per convincere il ds Paratici e il resto della dirigenza. Dopo quattro anni a Firenze le valutazioni saranno fatte anche su un calciatore che a novembre compirà 28 anni e su cui non sarà comunque facile incassare molto in caso di vendita: il suo contratto scade a giugno 2027 e i discorsi sul rinnovo vanno a rilento da un anno, il brasiliano potrebbe fare gola a qualche big italiana ma la richiesta della Fiorentina, che dodici mesi fa l'avrebbe fatto partire per 30 milioni, dovrà essere rivista al ribasso. Nelle ultime partite di stagione Dodò dovrà convincere la dirigenza, incluso Fabio Paratici, ma anche giocarsi una chance importante a livello internazionale: attirare l’attenzione del CT del Brasile guidato da Carlo Ancelotti, con la speranza di una convocazione last minute per il Mondiale. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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