La Fiorentina arriva al 14 febbraio nel segno del numero 14: 14 giornate alla fine, 14 punti in 14 partite con Paolo Vanoli in panchina. Una media da un punto a gara che proietterebbe i viola a quota 32, insufficiente per salvarsi. L’esempio dell’Empoli, retrocesso con 31 punti, è un monito chiaro: serve cambiare passo subito. E farlo proprio a Como, nonostante il divario tecnico e i precedenti stagionali — due sconfitte a Firenze tra campionato e Coppa Italia — che hanno evidenziato la superiorità degli avversari.

Corriere dello Sport
CorSport: “Fiorentina, nel segno del 14. Pareggiare non basta più”
I numeri sono impietosi: il Como ha vinto 11 partite su 23, la Fiorentina appena 3 su 24; i lariani vantano il quarto miglior attacco dietro Inter, Juventus e Milan, oltre alla seconda miglior difesa dopo la Roma. I viola, invece, hanno una delle peggiori retroguardie e un attacco da metà classifica, con 23 punti di distanza in graduatoria. Il progetto salvezza appare fragile, ma proprio per questo impone uno scatto d’orgoglio immediato.
Il riferimento è soprattutto al Lecce, avanti di tre punti e vittorioso al Franchi, che i viola affronteranno al Via del Mare in uno scontro diretto cruciale. La rincorsa non può limitarsi ai giallorossi, ma tenerli nel mirino è essenziale per David de Gea e compagni. Dopo l’illusoria serie positiva di gennaio contro Cremonese, Lazio, Milan e Bologna, servono continuità e vittorie, anche contro un Como trasformato dal modello Hartono e dal lavoro di Cesc Fàbregas. Per la Fiorentina è come uno scontro diretto: senza fame, attenzione e determinazione, non si esce dalla crisi. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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