- Squadra
- Nazionali
- Calciomercato
- Statistiche
- Coppa Italia
- Social
- Comparazione Quote
- Redazione
CorSport e il dubbio dei tifosi: “Forse sarebbe meglio far giocare Christensen?”
David de Gea, abituato alle grandi notti con il Manchester United e a oltre 500 presenze con il club inglese, si trova ora a vivere una realtà molto diversa con la Fiorentina: la lotta per non retrocedere. Per un portiere abituato a Champions League e finali, questa stagione rappresenta una novità difficile da gestire. In un’annata complicata per i viola, anche lui ha faticato ad adattarsi a un contesto fatto più di sopravvivenza che di spettacolo, dove persino un pareggio sofferto, come quello contro il Parma Calcio 1913, viene accolto come un risultato prezioso.
Durante la stagione lo spagnolo è finito al centro delle critiche, sia per alcune incertezze tecniche — soprattutto nelle uscite alte, da sempre considerate il suo punto debole — sia per alcune dichiarazioni. Dopo la sconfitta per 3-0 contro l’Udinese Calcio, parlando del gol di Christian Kabasele, De Gea aveva ammesso di poter fare meglio ma aveva aggiunto che probabilmente la squadra avrebbe comunque subito un altro gol. Parole interpretate da parte dell’ambiente fiorentino come un segnale di resa, alimentando discussioni sul suo rendimento e sul suo ruolo nella squadra.
Nel frattempo, dopo la buona prestazione di Oliver Christensen in Conference League contro il Raków, tra i tifosi è nato il dubbio su chi debba difendere la porta nel finale di stagione. L’allenatore Paolo Vanoli, però, non sembra avere esitazioni: nella sfida decisiva contro la US Cremonese De Gea sarà titolare e capitano. In settimana il portiere ha cercato di isolarsi dalle polemiche, intervenendo sui social solo per sostenere il collega Antonín Kinský del Tottenham Hotspur dopo alcuni errori contro l’Atlético Madrid in Champions League, ricordando quanto sia difficile il ruolo del portiere. Lo scrive il Corriere dello Sport.
© RIPRODUZIONE RISERVATA