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UDINE, ITALY - MARCH 02: Moise Kean of Fiorentina takes on Christian Kabasele of Udinese during the Serie A match between Udinese Calcio and ACF Fiorentina at Stadio Friuli on March 02, 2026 in Udine, Italy. (Photo by Timothy Rogers/Getty Images)
La Fiorentina cade ancora a Udine, sprecando l’occasione di uscire dalla zona retrocessione dopo i passi falsi di Lecce e Cremonese. Con un risultato positivo sarebbe stata virtualmente salva, invece la squadra di Vanoli interrompe la mini-serie di due vittorie e conferma l’inaffidabilità già emersa nella pesante eliminazione in Conference League. All’orizzonte c’è la sfida delicatissima contro il Parma, mentre le dirette concorrenti si affrontano: un intreccio che rende ancora più pesante il ko del Friuli.
A otto anni dalla scomparsa di Davide Astori, ricordato con grande commozione prima del match, i viola offrono una prova molle e priva di carattere. L’Udinese domina sul piano fisico e del ritmo, trascinata da un Davis incontenibile. Il vantaggio arriva presto: angolo di Zaniolo e colpo di testa vincente di Kabasele, con De Gea immobile e Rugani superato. È solo l’inizio di una serata che si tinge subito di nero per la Fiorentina, incapace di reagire e sovrastata in ogni zona del campo.
Il debutto di Rugani in maglia viola si trasforma in un incubo. Vanoli torna alla difesa a tre per specchiarsi agli avversari, ma la scelta si rivela fallimentare: Davis sfugge al centrale e si procura il rigore del 2-0, poi nel recupero arriva anche il 3-0 firmato da Buksa, ancora su un duello perso. In mezzo, per la Fiorentina, solo un tiro alto di Mandragora e poco altro. Alla 27ª giornata, ribadire che per salvarsi serve ben altro è un segnale allarmante: il tempo stringe e le risposte non arrivano. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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