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CorFio si chiede: “La Fiorentina non è guarita, quale squadra vedremo oggi?”
Il futuro della Fiorentina si gioca in dodici partite, da Udine fino al finale del 24 maggio contro l’Atalanta: ottantaquattro giorni decisivi nella corsa salvezza. Come ricordato da Massimiliano Allegri, da marzo la Serie A entra nella fase in cui ogni punto pesa doppio e ogni errore costa carissimo. In questo contesto la Viola non può più permettersi blackout come quello visto in Conference League contro lo Jagiellonia, che ha evidenziato fragilità ancora irrisolte. (RASSEGNA VN - KEAN, ZANIOLO E LA SALVEZZA)
Il confronto con l’Udinese arriva in uno scenario diverso rispetto all’andata, quando al Franchi arrivò la prima vittoria stagionale, favorita anche dall’espulsione lampo di Okoye. Oggi la Fiorentina è cresciuta a tratti, mentre l’Udinese viene da tre sconfitte consecutive, ma resta una squadra imprevedibile. Proprio questa discontinuità rende difficile ogni previsione: i viola dovranno dimostrare di saper replicare lo spirito visto a Como, fatto di ordine, sacrificio e capacità di soffrire, evitando i passaggi a vuoto che hanno caratterizzato la stagione.
In trasferta, paradossalmente, la squadra di Paolo Vanoli ha trovato maggiore equilibrio, con un bilancio recente incoraggiante. Le notizie dagli altri campi possono offrire uno stimolo ulteriore, ma tutto dipenderà dalla risposta mentale dopo l’ultima pesante prova europea, che ha lasciato stanchezza e problemi sugli esterni. Le assenze di Dodô e Solomon, le condizioni non ottimali di Gosens e Gudmundsson e la fisicità dell’Udinese complicano il quadro. Ma la Fiorentina, trascinata dai suoi uomini chiave, non può fermarsi: da stasera inizia un altro campionato. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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