Il futuro della Fiorentina non riguarda solo il campo, tra scelte tecniche e mercato, ma anche la dimensione gestionale ed economica, a partire dal nodo stadio Franchi. Anche durante la lunga assenza di Rocco Commisso e la malattia che lo ha colpito, il club ha continuato a seguire da vicino il dossier sulla ristrutturazione dell’impianto, in particolare sul secondo lotto dei lavori, il cui costo è salito fino a 70-80 milioni di euro. Il dialogo con il Comune di Firenze non si è mai interrotto e, sotto traccia, la Fiorentina ha valutato l’ipotesi di un project financing: investimenti privati per completare l’opera pubblica in cambio di una concessione pluridecennale dello stadio.

Corriere Fiorentino
CorFio: “Franchi, project financing. Il possibile accordo tra la Fiorentina e Comune”
Secondo indiscrezioni, il club avrebbe anche avviato contatti più strutturati con Palazzo Vecchio, ma senza ancora un passo formale. Al di là delle versioni, è evidente l’interesse reciproco a trovare una soluzione: il Comune risolverebbe il problema della copertura finanziaria e rafforzerebbe la candidatura per Euro 2032, mentre la Fiorentina otterrebbe un asset strategico, con controllo sugli introiti e maggiore possibilità di adattare lo stadio alle proprie esigenze. Restano da definire formula e tempi del project financing, ma la volontà di entrambe le parti è arrivare a un’intesa in tempi non lunghissimi.
La scomparsa di Commisso non ha modificato la linea del club: il Franchi resta centrale, a patto di avere certezze su tempi, gestione dei lavori e durata della concessione. In questa fase, il ruolo di riferimento è quello di Catherine Commisso, che mantiene rapporti solidi con l’amministrazione cittadina e guida la strategia societaria insieme all’a.d. Stephan e al d.g. Ferrari. La sua recente telefonata da New York per congratularsi con squadra e allenatore è un segnale chiaro di continuità e leadership, mentre il futuro assetto proprietario resta un tema aperto, ma non immediato. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
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