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FLORENCE, ITALY - JANUARY 24: Albert Gudmundsson of ACF Fiorentina shows his dejection during the Serie A match between ACF Fiorentina and Cagliari Calcio at Artemio Franchi on January 24, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
L’illusione di un inizio 2026 incoraggiante si dissolve bruscamente con una sconfitta pesante, che riporta la Fiorentina dentro i problemi della lotta salvezza. Bastano pochi risultati negativi per ricordare che i guai non erano mai spariti: questa partita lo dimostra in modo netto e doloroso. La speranza è che l’ennesimo schiaffo serva almeno da lezione, perché il campionato è lungo, pieno di insidie e di squadre disposte a tutto pur di restare in Serie A. È tempo, quindi, di tornare con i piedi ben piantati nella realtà.
Vanoli deve fare ancora a meno di Kean, assente per la seconda gara consecutiva e al centro di voci prontamente smentite dal club. Resta una gestione che lascia perplessi, tra panchina, spezzoni e tribuna. Al suo posto gioca Piccoli, ex di turno, in una formazione quasi identica alla precedente: l’unica novità è Solomon, all’esordio da titolare al posto dell’infortunato Parisi. L’obiettivo è chiaro: vincere per onorare Commisso e risalire la classifica.
Dopo un avvio promettente, però, la Fiorentina si inceppa e scivola in una prestazione confusa e molle. Il gol del Cagliari arriva quasi naturalmente, figlio di un possesso sterile, e il rientro dagli spogliatoi è persino peggiore, con lo 0-2 immediato che certifica un approccio sconcertante. Solo il gol di Brescianini (perché tenerlo fuori per insistere con Ndour?) riaccende tardivamente la squadra, ma non basta: troppo tardi e troppo poco. La lezione è chiara anche per il futuro: senza continuità di fame e determinazione, salvarsi sarà durissimo, come ammette lo stesso Vanoli. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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