Stima, fiducia e responsabilità: il 2026 di Nicolò Fagioli è diventato centrale nel progetto della Fiorentina. Dopo il mercato di gennaio, la sua indispensabilità è evidente, perché la costruzione del gioco è stata affidata quasi esclusivamente al numero 44. Le scelte della società parlano chiaro: l’addio anticipato di Nicolussi Caviglia e l’arrivo di centrocampisti come Fabbian e Brescianini, più incursori che registi, hanno lasciato Fagioli senza un vero sostituto naturale, caricandolo di un ruolo decisivo per le ultime quindici giornate.

Corriere Fiorentino
CorFio: “Fagioli è solo, manca un vice e un mediano che gli copra le spalle”
La Fiorentina ha dunque scommesso su di lui, puntando su visione e creatività, chiedendogli però continuità e leadership. Finora la risposta è stata positiva, con numeri che lo collocano tra i migliori del campionato per precisione nei passaggi, passaggi chiave e occasioni create. Il rovescio della medaglia emerge quando gli avversari riescono a limitarlo: senza Fagioli, la squadra perde la principale fonte di gioco, perché gli altri centrocampisti hanno caratteristiche diverse e meno orientate alla costruzione davanti alla difesa.
A questo si aggiunge un equilibrio difensivo fragile, accentuato dall’assenza di veri mediani di rottura. I dati su duelli aerei persi e gol subiti da fuori area raccontano una squadra che sceglie di rischiare, affidandosi più alla qualità che al contenimento. Brescianini e Fabbian garantiscono inserimenti e presenza offensiva, ma non copertura pura. La strada è tracciata: per uscire dalla zona rossa serviranno prestazioni di alto livello, soprattutto negli scontri diretti. E tutto, inevitabilmente, passerà da Nicolò Fagioli. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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