Più che un normale mercato invernale, quello della Fiorentina è sembrato un vero e proprio azzeramento, un “ne resterà soltanto uno” applicato senza mezze misure. In appena sei mesi il club ha ribaltato se stesso, rinnegando scelte, uomini e convinzioni che solo in estate sembravano il punto di partenza di un progetto ambizioso. Allenatore, direttore sportivo e gran parte della rosa sono stati travolti da un ciclone che ha lasciato macerie e una classifica tutta da ricostruire.

Corriere Fiorentino
CorFio: “Così Goretti e Paratici hanno rinnegato il mercato di Pradè e Pioli”
L’estate aveva alimentato grandi aspettative, con una campagna acquisti da oltre 90 milioni che aveva fatto sognare anche Stefano Pioli in chiave Champions. Nomi importanti, investimenti pesanti e riscatti mirati avevano costruito un’illusione durata pochissimo. A gennaio, però, la Fiorentina ha cancellato quasi tutto: via Dzeko, chiusi in anticipo i prestiti di Viti e Nicolussi, Sohm spedito a Bologna e un progetto tecnico completamente smontato dopo l’addio del ds e l’esonero dell’allenatore.
Alla fine, degli acquisti estivi sono rimasti in tre: Piccoli, Lamptey e Fazzini, ognuno per motivi più contingenti che per reale centralità nel progetto. Il bilancio tecnico è impietoso: poche presenze, pochissimi gol e assist, un rendimento complessivo che racconta un fallimento quasi totale. Un mercato che non ha lasciato tracce sul campo, ma che ha pesato enormemente su ambizioni, classifica e conti del club, diventando uno dei capitoli più amari della stagione viola. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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