Cadere e rialzarsi: Pietro Comuzzo incarna perfettamente questa metafora calcistica e umana. In pochi giorni è passato dalle dure critiche per il rigore causato contro la Lazio alla prestazione da migliore in campo contro il Milan, impreziosita dal gol dell’1-0 poi rivelatosi illusorio. Un saliscendi emotivo e tecnico che racconta bene il momento del difensore viola, alla ricerca di continuità e serenità dopo un finale di 2024 in crescita e un inizio di 2025 ancora da stabilizzare.

Corriere Fiorentino
CorFio: “La Fiorentina non la pensa più come Pradè su Pietro Comuzzo”
Il cambio di rotta è legato anche alle scelte di Paolo Vanoli, che ha ridisegnato le gerarchie difensive dando fiducia a Comuzzo dopo una prima parte di stagione complicata. Tra problemi fisici, panchine e pochi minuti, il centrale friulano aveva faticato a trovare spazio, ma con l’arrivo del nuovo tecnico è diventato un punto fermo: otto presenze consecutive e sette da titolare. Un percorso che ha contribuito a restituirgli fiducia, nonostante restino aspetti da migliorare, come la gestione dei duelli e la tenuta nei finali di gara, punto debole di tutta la squadra.
Lo stesso Comuzzo è consapevole dei limiti attuali, soprattutto di una Fiorentina che troppo spesso subisce gol nei minuti conclusivi. L’obiettivo ora è imparare in fretta dagli errori, perché il campionato è già a metà. Dopo aver respinto offerte importanti («Siamo contenti della sua decisione, ma da direttore dico che 35 milioni per un difensore sono un’offerta irrinunciabile, ma io sono un dirigente, la proprietà è un’altra cosa» disse in merito l’ex d.s. Pradè) e scelto di restare a Firenze, il difensore è considerato incedibile dal club e vede nella maglia viola una seconda pelle. Ma per lui, come per la squadra, è arrivato il momento di trasformare crescita e fiducia in risultati concreti. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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