Il tema dei giovani torna centrale nel finale di stagione, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo la fiducia. Paolo Vanoli è finito nel mirino per non aver dato spazio a Riccardo Braschi contro il Sassuolo, nonostante l’assenza di attaccanti e i 17 gol segnati in Primavera. La scelta ha acceso il dibattito, alimentato anche da voci esterne, che hanno collegato lo scarso utilizzo dei giovani alle difficoltà della Nazionale. Il confronto con l’estero è impietoso: in Europa i talenti esordiscono sempre prima, mentre in Italia si fatica ancora a concedere spazio.

Corriere Fiorentino
CorFio: “Braschi non gioca? Non c’è da stupirsi. Il VP e il problema giovani”
La situazione della Fiorentina riflette un problema più ampio del calcio italiano. Negli anni della gestione Rocco Commisso, pochi giovani del vivaio sono riusciti a imporsi stabilmente: tra questi spicca solo Luca Ranieri, mentre molti altri hanno trovato spazio altrove o si sono persi. Anche chi ha avuto occasioni iniziali, come Riccardo Sottil, non ha poi mantenuto una crescita costante, confermando la difficoltà nel consolidare i talenti.
Negli ultimi anni diversi prospetti sono stati ceduti o mandati in prestito, spesso senza vere opportunità in prima squadra. Alcuni, come Pietro Comuzzo, hanno trovato continuità, mentre altri — da Filippo Distefano a Niccolò Fortini — hanno avuto spazio limitato. Emblematico il caso del portiere Tommaso Martinelli, costretto ad andare in prestito per giocare con regolarità. Il quadro che emerge è chiaro: più che una strategia, sono spesso le emergenze a determinare l’impiego dei giovani, segno di un sistema che fatica ancora a puntare davvero sul futuro. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

