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FLORENCE, ITALY - JANUARY 27: Cesc Fabregas manager of Como 1907 greets the fans after during of the Coppa Italia match between of ACF Fiorentina and of Como 1907 at Stadio Artemio Franchi on January 27, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Ci sono partite che pesano doppio. Per classifica, certo, ma soprattutto per il significato che si portano dietro. Como-Fiorentina è una di queste. Perché negli ultimi mesi l’incrocio con i viola ha rappresentato uno spartiacque nella stagione della squadra di Cesc Fabregas. Il primo squillo esterno dell’anno è arrivato proprio contro la Fiorentina. Poi il colpo in Coppa Italia, sempre contro lo stesso avversario, a rilanciare un percorso che oggi parla di Europa senza più timidezza. Non suggestioni, ma continuità. E ora, in riva al lago, il Como cerca un altro segnale forte.
La crescita è evidente soprattutto dietro. L’ultima rete subita in campionato risale ai minuti finali della sfida con il Milan: da lì in avanti solo solidità. Butez è diventato una garanzia, tra interventi decisivi e un rigore parato a Napoli che ha dato ulteriore spinta mentale al gruppo. Anche il tema dagli undici metri, che aveva lasciato scorie, sembra superato. Davanti c’è ancora qualcosa da sistemare. Morata in campionato non si è sbloccato, mentre Baturina continua a lasciare tracce pesanti nel girone di ritorno. Contro la Fiorentina il riferimento offensivo dovrebbe essere Douvikas, nel solito 4-2-3-1.
Il vero dubbio è in mezzo: Da Cunha o Perrone? Il primo garantisce dinamismo ma è diffidato, e all’orizzonte c’è San Siro contro il Milan. Scelte da dosare. Sulla trequarti, invece, Fabregas sembra orientato su più qualità che corsa: Jesus Rodriguez avanti su Vojvoda. La sensazione è che questa non sia solo un’altra partita. È un passaggio che può consolidare definitivamente il salto di status del Como. E, ancora una volta, l’ostacolo è viola. Lo scrive il Corriere dello Sport
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