Rocco Commisso non c'è più. Il Presidente è spirato nella notte dopo un periodo di cure che gli aveva impedito di tornare a Firenze per prendersi cura del club. Prima della fine del 2025, aveva rilasciato una lunga intervista alla Nazione. Dopo mesi, il presidente della Fiorentina era tornato a parlare del momento complicato della sua squadra e delle sue condizioni di salute.
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VIOLA NEWS news viola stampa L’ultima intervista di Commisso: “Cessione? Basta! Non ho mai mollato e mai lo farò”
La Nazione
L’ultima intervista di Commisso: “Cessione? Basta! Non ho mai mollato e mai lo farò”
Rocco Commisso sulla possibile cessione della Fiorentina nella sua ultima intervista, rilasciata a dicembre
Mi manca il contatto con la squadra, con i calciatori, con il Viola Park e le persone che lavorano li ogni giorno, ma sono sempre aggiornato. Sono amareggiato di non poter essere a Firenze per combattere come sono abituato a fare nelle situazioni di difficoltà ma al momento non riuscirei a fare un volo cosi lungo.
Sulle voci di cessione
—Ancora una volta questa domanda? Ma sa quante risposte ho già dato su questo tema? Queste voci non fanno altro che destabilizzare ulteriormente l'ambiente quando, invece, ci vorrebbe una grande compattezza da parte di tutti. Se avessi ragionato in questa maniera ogni volta che mi sono trovato in difficoltà con una mia azienda, oggi Mediacom non rappresenterebbe l'eccellenza che è! Tutte le aziende attraversano momenti di difficoltà ma la lungimiranza di chi guida una società sta proprio nel trarre insegnamento dai momenti bui per poter uscirne più forti. lo non ho mai mollato in nessuna delle mie attività e a maggior ragione non lo farò adesso.
Sull'inizio di stagione e l'esonero di Pioli
—Eravamo partiti con tutti i presupposti per poter migliorare quanto ottenuto la scorsa stagione. Un mercato importante, nelle cifre. È stato un investimento importante e, come sempre, abbiamo valutato ogni decisione con attenzione. Eppure le scelte suggerite non lasciavano presagire che saremmo stati ora in questa condizione. Lo abbiamo cercato e lui voleva tornare a Firenze dopo l'esperienza in Arabia e con la volontà di intraprendere un percorso lungo in una città che gli è rimasta nel cuore. Purtroppo qualcosa non ha funzionato e i risultati non sono arrivati.
Sulle dimissioni di Pradè
—È stata una decisione di Daniele. E stato un punto di riferimento fidato e leale fin dal mio primo giorno a Firenze. Siamo profondamente grati per tutto ciò che ha dato alla Fiorentina, e lui e la sua famiglia avranno sempre un posto speciale nei nostri cuori. Così insieme ad Alessandro abbiamo dovuto affrontare anche questa situazione e abbiamo scelto Goretti. Una promozione interna dettata dal merito e dalla sua esperienza nel mondo del calcio: prima come giocatore, poi come direttore sportivo. Un ruolo che ha già ricoperto in passato in altre società e che ha approcciato, alla Fiorentina, con estrema professionalità e determinazione.
Sulla struttura societaria
—Lo ribadisco ancora, perché evidentemente non è chiaro a tutti. La società è gestita da persone in cui ho piena fiducia. Insieme a me, mia moglie Catherine e mio figlio Giuseppe forniscono un supporto costante e rimangono in contatto regolare con il direttore generale Alessandro Ferrari, nostro principale punto di riferimento a Firenze. Poi c'è il ds Roberto Goretti, che è stato promosso internamente, come faccio sempre con le persone che mi dimostrano qualità. E anche Valentino Angeloni che si occupa del settore giovanile con ottimi risultati, sia sportivi che a livello di talenti che stanno crescendo al Viola Park. Senza dimenticare le donne che quest'anno ci stanno facendo divertire. So che la situazione di classifica della prima squadra è molto complicata. Le persone che lavorano con me comprendono perfettamente le dinamiche e lavorano nel calcio da molti anni. Hanno guadagnato la nostra forte fiducia con i risultati ottenuti la scorsa stagione e continuano ad avere il nostro pieno supporto mentre affrontiamo questo momento. Poi è chiaro che a fine stagione andrà valutato il lavoro di tutti ma in questo momento le persone che lavorano alla Fiorentina hanno la mia massima fiducia. Noi siamo sempre in costante contatto, resto aggiornato ogni giorno attraverso il dg Ferrari e il team di management. Viviamo una situazione difficile e dobbiamo uscirne in ogni modo, non possiamo permettere che la Fiorentina vada giù. Siamo tutti responsabili e tutti devono sentirsi responsabili. La responsabilità è condivisa da tutti: la società, i giocatori e tutte le persone che lavorano intorno alla squadra. In ogni caso i calciatori devono capire che anche loro sono responsabili, che devono metterci tutto il loro contributo e la loro dedizione, sempre.
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