Questa mattina, sulle pagine de La Repubblica, Giuseppe Calabrese analizza il pareggio dei viola contro il Genoa e si sofferma su Fabio Paratici. Le sue parole:

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Calabrese: “Fischi, delusione e futuro: la Fiorentina riparta davvero da Paratici”
Hanno ragione i tifosi: non c’è niente da festeggiare. E non c’è nulla di epico nella salvezza conquistata dalla Fiorentina di Vanoli. È stato il minimo sindacale. Uscire dal Franchi tra fischi, insulti e contestazione non può essere motivo di soddisfazione, ma almeno questa stagione complicata è finita e adesso si può finalmente guardare avanti con un po’ di speranza.
Una speranza che oggi ha un nome preciso: Fabio Paratici. L’auspicio è che il dirigente sia stato scelto per aprire un nuovo ciclo, ambizioso e credibile, dopo il fallimento del progetto tecnico di quest’anno. Molto dipenderà anche dalle reali intenzioni di Giuseppe Commisso: presto capiremo se la società vorrà davvero rilanciare la Fiorentina oppure limitarsi a una gestione al ribasso. La scelta del nuovo allenatore sarà già un segnale importante. Da lì si capirà quanto potere avrà Paratici e soprattutto quali saranno le ambizioni del club: costruire una squadra capace di tornare competitiva oppure proseguire con obiettivi ridimensionati. A questo punto non possono più esistere mezze misure. O si investe seriamente per dare un futuro alla Fiorentina, oppure si imbocca definitivamente la strada della spending review, archiviando ogni sogno di crescita. La presenza di Paratici, però, autorizza almeno a pensare che dietro i fischi e la delusione di questa stagione possa nascere una vera strategia di rilancio. Dopo un’annata in cui si è cercato quasi di trasformare una salvezza in un’impresa storica, Firenze ha bisogno soprattutto di chiarezza, ambizione e pulizia dentro lo spogliatoio. Perché in una città che ha vissuto ben altre battaglie calcistiche, salvarsi a due giornate dalla fine non può bastare.
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