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VIOLA NEWS news viola stampa Antognoni: “Commisso mi interpellava, come su Pradè. Rifiutai la sua proposta”

Gazzetta dello Sport

Antognoni: “Commisso mi interpellava, come su Pradè. Rifiutai la sua proposta”

Antognoni: “Commisso mi interpellava, come su Pradè. Rifiutai la sua proposta” - immagine 1
Antognoni su Rocco Commisso
Redazione VN

Giancarlo Antognoni, bandiera della Fiorentina, ha ricordato Rocco Commisso alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole:

Quando Rocco arrivò a Firenze ero sostanzialmente l'unico dirigente viola, e fra l'altro accadde in un momento nemmeno semplice. Ero club manager, non ricordo esattamente, ma resta il fatto che lo accolsi in quanto punto di riferimento della società. Praticamente sono colui che lo ha introdotto a Firenze, lui e Joe Barone. E quel giorno, con diecimila tifosi della Fiorentina ad accoglierlo e io a fargli da Cicerone, beh, chi se lo scorda più».

L'UOMO COMMISSO

Gli dissi: "Vedrai che questa città ti coinvolgerà" e così è stato. E glielo dissi non solo in veste di "trait d'union" fra lui nuovo proprietario e Firenze, ma perché era pieno di entusiasmo e la città con lui. Ho scoperto la notizia dal telegiornale. Commisso era venuto con buonissimi propositi e credo che lo abbia dimostrato con i fatti. Che poi i risultati sportivi non siano sempre stati all'altezza delle aspettative, ok; ma resta il fatto che la Fiorentina è arrivata anche a giocarsi tre finali, roba non da tutti e anche questo aspetto è giusto ricordarlo».

IL VOSTRO RAPPORTO

«Ci siamo visti pochissimo in questi anni ma in passato mi ha interpellato più volte, per un parere su giocatori e anche dirigenti, per esempio Pradé. E sempre stato curioso e collaborativo. E io con lui. Mi proposero un ruolo che non ritenni opportuno. Senza entrare nel particolare ma si trattava di un ruolo un po' troppo marginale. Rifiutai. Poco tempo dopo sarei potuto rientrare ma poi non se ne fece nulla. Ma sa una cosa, per esempio? Davanti alla posa di uno dei primi mattoni del Viola Park, l'inizio della costruzione del centro tecnico, Rocco mi invitò. E fu bello andarci e capire, intuire o immaginare cosa sarebbe poi stato costruito per la Fiorentina e il popolo viola. Divenni testimone dei primi passi del Viola Park ma poi non successe quando venne inaugurato. lo al Viola Park non sono mai entrato: l'ho visto nascere si, ma non crescere e diventare grande, diciamo cosi...».

BOLOGNA-FIORENTINA

«Gli impegni sono talmente tanti che anche questo potrebbe aver avuto un'influenza sulla decisione. Ma sono certo che prima di tutto ci sia stata la forte volontà della proprietà, Rocco era innamorato del calcio e a volte credo che anche giocare possa avere una valenza importante: in questo caso, facendolo a nome suo, si gioca per ricordarlo davanti a uno stadio intero. Quindi ci sta».

FIRENZE

Firenze è esigente, si sa, vuole risultati e davanti a questo tipo di classifica è inevitabile che ci siano tifosi non contenti. Rocco a volte è diventato il capro espiatorio anche se poi le colpe erano di tutti. Ripeto, le tre finali non vanno dimenticate, la Fiorentina in questi anni ha sfiorato l'eccellenza del vincere una Coppa, anche se poi è andata male

FUTURO

Spero la famiglia Commisso rimanga al timone viola. Non so quali saranno i prossimi passi ma spero di sì   ---> Dopo Melloni, Baretti e Cecchi Gori scompare un altro presidente viola in carica