All’inizio della stagione nessuno avrebbe immaginato che il destino della Fiorentina, costruita con grandi aspettative dopo un mercato da 90 milioni, la conferma di Moise Kean e la panchina affidata a Pioli, si sarebbe deciso in una notte di metà marzo a Cremona. Eppure la realtà è diventata questa: una partita cruciale allo stadio Zini contro la Cremonese che può determinare quasi definitivamente la corsa salvezza dei viola.

La Nazione
Nazione: “Nessuno l’avrebbe detto in estate, ma vincere oggi vale la salvezza”
Sul piano teorico il compito è chiaro: vincere e portarsi a quattro punti di distanza dalla Cremonese. Molto più difficile, però, è capire come la Fiorentina riuscirà a farlo dopo settimane segnate da risultati negativi e dal riemergere dei timori di una stagione fallimentare. In questo contesto l’allenatore Vanoli ha lavorato non solo tatticamente, ma anche psicologicamente, cercando di motivare la squadra, gestire la tensione e analizzare attentamente la classifica.
La strategia è semplice: attaccare, pressare e controllare la partita, affidandosi alla spinta di Parisi, alla regia di Fagioli e alla qualità di Gudmundsson, con l’incognita della presenza di Kean. Senza il supporto dei tifosi allo stadio, la Fiorentina dovrà trovare dentro il gruppo la forza per reagire. La sfida di Cremona rappresenta quindi un momento decisivo: una vittoria significherebbe allontanare lo spettro della retrocessione e affrontare con meno pressione il finale di stagione. Lo scrive la Nazione.
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