Manor Solomon sembra destinato a lasciare la Fiorentina al termine della stagione. Il club viola, infatti, appare orientato a non esercitare il diritto di riscatto previsto dagli accordi iniziali. L'unico scenario che potrebbe riaprire il discorso sarebbe la definizione di una nuova operazione con il Tottenham, proprietario del cartellino dell'esterno israeliano.

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Solomon: “Fortunatamente è arrivata la Fiorentina. C’è la possibilità che io rimanga”
A lasciare uno spiraglio aperto è stato lo stesso giocatore nel corso di un'intervista concessa a Sport 5."Mi sono trovato bene fin dal primo giorno. Firenze mi ha colpito molto, così come il modo in cui viene vissuto il calcio. C'è ancora la possibilità che io rimanga", ha dichiarato Solomon.
Parole che lasciano spazio a diverse interpretazioni. Potrebbero essere semplicemente dettate dall'affetto maturato nei confronti dell'ambiente viola, oppure nascere da colloqui avuti con il suo entourage e con la stessa Fiorentina. Al momento, però, l'eventuale permanenza passerebbe necessariamente da una nuova trattativa con gli Spurs.
Nel corso dell'intervista Solomon ha raccontato anche il suo rapporto con la città: "Qui succede un po' come in Israele. Le persone mi riconoscono e spesso mi fermano per strada. Con il tempo ho imparato a preservare la mia privacy e a essere me stesso soltanto con le persone più vicine".
Il futuro, tuttavia, potrebbe riportarlo in Inghilterra. La Premier League resta infatti un obiettivo ancora vivo nei pensieri dell'esterno: "Sento di avere ancora qualcosa da dimostrare in quel campionato. Al Tottenham ho vissuto momenti difficili e mi è dispiaciuto non avere l'occasione di mostrare davvero il mio valore. Sono convinto che avrei potuto fare bene con quella maglia".
Ripercorrendo gli ultimi anni, Solomon ha ricordato anche la positiva esperienza al Leeds: "Sarei voluto restare dopo il prestito, ma il Tottenham chiedeva una cifra troppo alta e l'operazione non si concretizzò. Durante il ritiro con la Nazionale mi parlarono anche dell'interesse del Crystal Palace, ma non si arrivò a nulla. Mi ritrovai così a ridosso della chiusura del mercato senza una destinazione e accettai la proposta del Villarreal".
L'avventura spagnola, però, si rivelò particolarmente complicata. "Il calcio lì è molto diverso rispetto all'Inghilterra. Ho ricevuto insulti, minacce di morte rivolte a me e alla mia famiglia e in un'occasione mi è stata lanciata una bandiera israeliana sporca di sangue. Inoltre avevo la sensazione che l'allenatore non credesse in me. È stato un periodo molto difficile. Per fortuna, successivamente, è arrivata la chiamata della Fiorentina".
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