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Toni ricorda: “Il Bayern ha lo stesso DNA di quando c’ero io”

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Luca Toni analizza il "DNA vincente" del Bayern Monaco, lo stesso che la Fiorentina affrontò nel 2010. L'ex bomber viola attacca poi il sistema calcio in Italia: "Troppi interessi sui giocatori stranieri"
Redazione VN

Il ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra Bayern Monaco e Atalanta è stata l’occasione per Luca Toni di tornare su un terreno a lui carissimo. Intervenuto ai microfoni di Prime Video, l'ex numero 9 viola ha analizzato il momento dei bavaresi, tessendo le lodi di Harry Kane ("giocatore completo, furbo, gioca nelle mie zone") ma, soprattutto, sottolineando l'immutabilità della filosofia tedesca.

Alla domanda se il Bayern sia cambiato dai tempi della sua militanza (2007-2010), Toni è stato categorico: "Non ci sono differenze rispetto a quando giocavo io, hanno sempre avuto questa mentalità, ilDNA della vittoria. Sono cose che i più vecchi del gruppo spiegano sin da subito ai nuovi arrivati".

Parole che ai tifosi della Fiorentina fanno tornare alla mente dolci (ma anche amari) ricordi. Proprio nell’ultima stagione di Toni in Baviera (anno non fortunato visto il brutto rapporto con Van Gaal), la 2009/2010, i destini delle due squadre si incrociarono in quegli ottavi di finale rimasti nella storia per il clamoroso torto arbitrale di Ovrebo. Anche allora, la Fiorentina si scontrò contro quella "mentalità" d'acciaio citata da Toni: un Bayern che, pur soffrendo la qualità del gioco di Prandelli, non uscì mai dalla partita, facendo valere quella forza cinica che lo portò poi fino alla finale di Madrid.

L’attacco al sistema Italia: "C’è malizia sui giovani"

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L'intervista si è poi spostata su temi più ampi e spinosi, con Toni che ha vestito i panni del critico verso il movimento calcistico italiano, partendo dalle difficoltà della Nazionale: "Il calcio giovanile va riformato, non partiamo mai per i Mondiali per arrivare almeno tra le prime otto". Toni non usa giri di parole e parla di interessi economici che frenano la crescita dei nostri talenti: "Io sono malizioso. Ad alcuni direttori e procuratori conviene prendere giocatori all'estero, il giro di soldi è superiore".

Il focus si sposta poi sulle strutture: "Le società spendono tanto per le prime squadre e troppo poco per le giovanili. Ci sono allenatori dei vivai che fanno due-tre lavori perché sono pagati pochissimo".