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Sabatini stuzzica Kean: “Ha ancora tempo per fare il rapper”

Redazione VN
Il giornalista Sandro Sabatini parla di Moise Kean fra presente e futuro in una stagione sfortunata anche per lui

Il giornalista Sandro Sabatini è intervenuto a Lady Radio parlando così del momento della Fiorentina:

Mettiamo subito in chiaro una cosa: Pioli era legato alla Fiorentina per altri due anni, di conseguenza immagino che per arrivare alla rottura il club abbia dovuto versargli almeno un’annualità. Non credo proprio che il tecnico abbia rinunciato a tutto il biennio. Questo significa che, pur essendoci stato un risparmio, il suo ingaggio peserà ancora sulle casse del prossimo bilancio. Inoltre, non è affatto scontato che investire cifre pesanti sullo stipendio garantisca l’arrivo del profilo ideale per far risorgere la Fiorentina

Il confronto tra Vanoli e Pioli

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I fatti parlano chiaro, e lo dico senza voler prendere le difese a oltranza di Paolo Vanoli. L'ex tecnico del Torino ha una bacheca meno ricca rispetto a Pioli, eppure alla fine la salvezza l'ha portata a casa lui. Se fosse rimasto Pioli in panchina, la Fiorentina sarebbe sprofondata dritta in Serie B. Con questo voglio semplicemente ribadire che l'aspetto cruciale resterà sempre la qualità della rosa che verrà messa a disposizione del nuovo mister

Il post-Vanoli

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Se dovessi scegliere la prossima guida tecnica per la Fiorentina, farei di tutto per prendere Fabio Grosso, un allenatore che apprezzo moltissimo. Tra l'altro so che lascerà il Sassuolo, visto che i neroverdi si stanno già muovendo per sostituirlo e hanno messo in cima alla lista Alberto Aquilani, autore di un'ottima stagione a Catanzaro. Questo scenario conferma che il Campione del Mondo è in uscita. Se devo fare un paragone con De Rossi, scelgo Grosso: negli ultimi anni ha dimostrato il suo valore, è una persona seria e possiede il polso necessario per guidare una piazza esigente come Firenze in una fase simile

Kean

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Da quel che si apprende, salterà anche la prossima partita. Questo fastidio alla tibia è lo stesso che lo aveva frenato nella sua ultima stagione alla Juventus, quella passata alla storia per lo zero nella casella dei gol segnati. La verità è che all'epoca rimase fermo per tre o quattro mesi, prima del trasferimento all'Atletico Madrid saltato proprio per il mancato superamento delle visite mediche. La gestione dell'attaccante viola è estremamente complessa: nel suo caso, il confine tra l'essere un valore aggiunto e il trasformarsi in un problema è sottilissimo. Parliamo di un ragazzo fin troppo esuberante, che comprensibilmente tende a mettere la sua professione, il calcio, sullo stesso piano degli svaghi personali

Il futuro

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Scherzandoci su, verrebbe da dire che in questo periodo preferisca fare il cantante piuttosto che il calciatore. A mio avviso dovrebbe darsi una regolata: sul palco ci puoi salire anche a 32 o 33 anni, ma la carriera da atleta ha una scadenza precoce, per questo farebbe bene a non sprecare un'occasione simile. Le sue qualità tecniche mi piacciono da matti, ma bisogna capire quali siano le sue reali priorità nella vita. Sono dinamiche che la società dovrebbe affrontare di petto: se la sua intenzione è rimanere a Firenze e sputare sangue per la maglia ben venga, ma se ha la testa altrove, allora è meglio metterlo sul mercato senza troppi rimpianti