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Onofri: “Gudmundsson irriconoscibile. Vanoli con il calcio in testa”

Matteo Bardelli Redattore 
Le parole dell'ex Genoa, Claudio Onofri, sulla situazione in casa Fiorentina in vista della gara contro i rossoblù e il calo di Gudmundsson

L'ex Genoa Claudio Onofri, ai microfoni di Lady Radio, ha parlato della partita in programma tra la Fiorentina e i rossoblù e dei temi più caldi proprio di casa viola. Queste le sue parole:

In vista di Fiorentina-Genoa

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Difficile intrepretarla, perché il pareggio starebbe bene a tutte e due. Però, credo che la Fiorentina debba anche dimostrare, visto che gli manca soltanto un punto, e soprattutto risollevare l'animo dei tifosi riguardo ad una annata, non dico disastrosa ma poco ci manca. Ci aspettavamo sicuramente di più da questa squadra, che non appartiene a quel lotto di club che lottano per non retrocedere. Adesso servirà fare delle analisi approfondite per evitare che tutto ciò si ripeta. Insieme al Genoa, sono quelle squadre storiche che non è bello veder lottare in quelle posizioni.

Sulla possibile rivoluzione in casa viola

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Obiettivamente, bisogna stare tutti i giorni a vedere gli allenamenti e le partite per esprimere un giudizio concreto. Anche se, vedendo la rosa della Fiorentina, io cambierei anche poco. Ci sono, in queste situazioni, annate dove le cose non vanno come dovrebbero andare.

Su Gudmundsson

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È irriconoscibile a Firenze. Ho visto qualche sua partita, non tutte e mi son detto: "C'è qualche errore di grafica, non può essere Gudmundsson questo". Io a Genova ho visto un giocatore che ribaltava le partite, aveva veramente una classe e una decisione, anche nella fase di copertura, importante per aiutare la squadra. Il calcio è uno sport molto strano. Se può aver inciso il non essere più la stella della squadra? Se fosse questo sarebbe un qualcosa di molto negativo, ma non credo. Questo discorso del ruolo: lui a Genova faceva un po' di tutto, ma proprio tutto. Lui non ha un ruolo, nel senso che deve essere lasciato libero di fare quello che gli pare. Non imporgli la posizione o altro. Poi, è chiaro che ci debba essere un'organizzazione, però lui questa cosa ce l'ha in testa. Ero convinto che avrebbe fatto molto bene e quando se ne è andato da Genova, sono molto sincero nel dire questo, mi era dispiaciuto tantissimo. Nel periodo in cui ha giocato sotto la lanterna ho visto quasi un fuoriclasse. Detto questo, bisogna saperlo aspettare.

Sul futuro di De Rossi

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Mentalmente mi ha sorpreso. Non mi dava questa grande fiducia, perché allena da poco. E invece ha sorpreso tutti positivamente, dal punto di vista dei risultati e con quella voglia di non perdere mai. Ha trasmesso, anche a livello comunicativo, sia ai tifosi che ai giocatori, l'importanza della maglia. Cosa che oggi è difficile capire.

Su Vanoli

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Io l'ho conosciuto diversi anni fa. Per me lui ha proprio il calcio in testa. Poi, posso sbagliarmi come tutti, ma mi ha sempre dato questa idea. Parlandoci, capisci subito della persona oltre il professionista. Io lo ritengo uno che può fare una carriera più che discreta. La scelta del mister deve essere approfondita al 100%, perché dipende da mille fattori. Devi intuire tanti aspetti. Io Vanoli lo terrei.