Intervenuto al Pranzo con il Pentasport su Radio Bruno, il conduttore televisivo e tifoso viola Gianfranco Monti, ha commentato le parole del Direttore Sportivo Fabio Paratici nella conferenza stampa avvenuta questa mattina:

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Monti: “Paratici ha preso le redini della società. Su Kean sincero”
Paratici ha in mano le chiavi della società
—"A me questa conferenza è piaciuta, Paratici è stato sincero. Non ha venduto fumo e ha detto soltanto una cosa vera; c'è da lavorare su un'idea di futuro che va fatta per bene. Chi comprerà la Fiorentina non me lo può dire, mi può dire invece che c'è un'idea per far uscire la Fiorentina dal "piattume" del settimo e ottavo posto. Se in questi 6 anni di gestione Commisso per la Fiorentina uscire dalla mediocrità è andare in Conference, per Paratici forse l'idea è di fare qualcosina in più.
La cosa che mi ha fatto più piacere è che ha "preso le chiavi della società in mano" e sta lavorando. Le conferenze di Pradè non sono mai state così chiare e nitide. Siamo arrivati quintultimi, ora da direttore devi tirare la testa fuori dalle macerie e devi andare a cercare le persone e il materiale salvo dentro queste macerie.
Questi sette anni di gestione non mi sono piaciuti. Le cose che mi stimolano è che da ora in poi si lavorerà in una certa maniera e che quindi si lavorerà da grande società di calcio. Vedo una buona base da cui ripartire per uscire dalle macerie."
Sulla situazione mercato
—"Paratici è stato onesto. Il calciomercato è imprevedibile però di fronte a determinate offerte è impossibile non vacillare. Paratici ha fatto capire con Dodo si è ritrovato un calciatore che ha determinate ambizioni e che è disposto ad andarsene per realizzarle.
Su Kean ha detto le cose come stanno, è l'attaccante titolare e sperano che rimanga ma se arriva l'offerta giusta e lui se ne vuole andare non si può trattenere. Io sono certo che con Grosso abbiano già parlato di come muoversi in questo mercato, chi tenere e chi mandare via. Già i nomi che stanno uscendo (Ruggeri, Norton-Cuffy, Koleosho ecc.) sono nomi leggermente diversi dal solito.
C'è tanta delusone per questi anni, però voglio vedere adesso quello che succederà. Paratici non ha detto che servirà l'autofinanziamento ha fatto un discorso molto più articolato. Per "situazione giusta" non vuol dire per forza soldi vuol dire anche l'occasione giusta e il momento giusto."
Sulla assenza di Antognoni al centenario
—"Per me Giancarlo Antognoni è come se fosse un fratello maggiore, lo reputo uno di famiglia ma non perché siamo così in confidenza, ma per come gli ho voluto bene a vederlo giocare a calcio e a rappresentare la Fiorentina sia dentro che fuori dal campo.
Probabilmente ci deve essere stato talmente tanto astio fra lui e i Commisso che lui ha avuto questa reazione. Mi dispiacerebbe non vederlo lì perchè Giancarlo è la Fiorentina. I Commisso sono a Firenze da sette anni, ma la Fiorentina c'è da 100 anni e i 93 anni di storia precedenti non li coinvolgono. Io spero che ci possa ripensare, mi dispiacerebbe tanto non vederlo anche se le sue parole sono state abbastanza lapidarie."
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