Gianfranco Monti, ospite negli studi del Pentasport di Radio Bruno, ha analizzato il pareggio della Fiorentina contro la Lazio partendo da una lettura netta della gara.

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Monti: “Paratici deve essere il colpo di gennaio. Le mie aspettative per il Milan”
“Il primo tempo è stato da mani nei capelli. Nel secondo, invece, sono venuti fuori i valori”, ha spiegato Monti, indicando subito il suo uomo partita: “Per primo metto De Gea. Tutti parlano di Fagioli e Gudmundsson, giustamente, ma nel primo tempo De Gea ci ha praticamente salvato due gol.”
Il rammarico resta, soprattutto per come si era messa la partita:
“Ti rode, certo. Dopo il rigore di Gudmundsson la partita era vinta. Poi realizzi e il pareggio, alla fine, è un risultato che ci può stare.”
Secondo Monti, però, il vero cambiamento non è solo tecnico:
“Il cambio di atteggiamento credo sia dipeso dall’arrivo di un grande dirigente: Paratici. Vedo un grande miglioramento nell’atteggiamento, non tanto nel gioco.”
Un segnale arrivato già contro la Cremonese:
“La Cremonese l’hai asfaltata. La partita di ieri mi ha dato una punturina di benessere.”
Ma con una precisazione chiara: “Io ieri non avrei mai firmato per il pareggio. La Lazio era in grande difficoltà, era un’occasione da cogliere.”
Guardando avanti, Monti avverte:
“Le prossime sono Milan e Bologna. La Lazio era quella messa peggio delle tre. La Fiorentina deve iniziare a battere anche qualche big.”E aggiunge: “O vinci contro tutte le piccole, ma è difficile, oppure inizi a vincere qualche partita di cartello.”
Sul mercato il messaggio è diretto:
“La Fiorentina ha dimostrato di aver bisogno di un centrocampista. Chi arriva deve calarsi subito nel contesto e sapere che viene a Firenze per togliere la squadra dalla melma.” Con Solomon come esempio: “Arrivato a gennaio, lo sta dimostrando.”
Infine, il vero colpo: “Il colpo da 90 del mercato di gennaio deve essere Paratici.” E su Fagioli: “Partita super. Non dimentichiamoci che ha salvato anche due gol sulla linea. Per me è da 7,5.”
Segnali incoraggianti, conclude Monti, anche se “13 punti sono pochi”, ma la direzione sembra finalmente quella giusta.
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