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GERMOGLI PH: 26 GENNAIO 2026 FIRENZE DUOMO CATTEDRALE DI SANTA MARIA DEL FIORE MESSA PER RICORDARE IL PRESIDENTE DELLA FIORENTINA ROCCO COMMISSO NELLA FOTO JOSEPH COMMISSO
Ecco il saluto di Joseph Commisso, figlio di Rocco, durante la Santa Messa per l’ultimo saluto al compianto presidente della Fiorentina:
Buonasera, Firenze. Grazie. Eminenza, autorità ecclesiastiche, dignitari, amici, membri della famiglia della Fiorentina e cittadini di Firenze: grazie per averci accolto in questa cattedrale sacra, nel cuore della città, mentre ricordiamo Rocco B. Commisso. Mio padre era un uomo che faceva sentire le persone importanti e che ha reso orgogliosa questa città. Gli abbiamo dato l’ultimo saluto negli Stati Uniti, ma questa sera appartiene a Firenze, perché il suo cuore era davvero qui, a casa. Poiché siamo riuniti per la Santa Messa, portiamo il nostro dolore all’altare e lo affidiamo alla misericordia di Gesù Cristo. Chiediamo alla Beata Vergine Maria e a tutti i santi di pregare per lui, confidando che il Signore, che vede ogni gesto d’amore, lo accolga nella pace. Che Dio gli conceda il riposo eterno e doni conforto a ogni cuore che sente la sua mancanza. Non dimenticherò mai il suo primo giorno al Franchi: era in piedi sul campo e guardava il popolo di Firenze. Ne fu profondamente colpito e disse, semplicemente: 'Vi voglio bene'. In questi ultimi giorni avete mostrato alla nostra famiglia qualcosa che non dimenticheremo mai. Ho visto fiori, sciarpe e biglietti scritti a mano ai cancelli del Rocco B. Commisso Viola Park. Ho letto 'Grazie Rocco' e ho sentito quell’amore profondamente. Desidero condividere qualcosa di importante per la mia famiglia: in suo onore, e perché era ciò che lui voleva, la Fiorentina utilizzerà sempre il nome completo, Rocco B. Commisso Viola Park, in ogni comunicazione. Ci sentirete chiamarlo così perché crediamo fermamente in una cosa: pronunciare il suo nome è un modo per tenerlo vicino. Ogni volta che il suo nome viene pronunciato, il suo dono a Firenze viene ricordato. La storia di mio padre inizia in Calabria, guidata dagli insegnamenti di Giuseppe e Maria Rosa, che gli hanno trasmesso fede, spirito di sacrificio e il valore della famiglia. E la famiglia è rimasta il centro della sua vita: Catherine, sua moglie da oltre cinquant’anni; mia sorella Marisa e io; il suo amato fratello Nicola, che non è più con noi; le sue sorelle Raffaelina e Italia; i tanti nipoti e pronipoti che adorava. Mio padre era un uomo straordinario: diretto e determinato, certo, ma anche ricco di cuore e profondamente leale verso le persone a cui voleva bene. Firenze ha imparato a conoscere questo lato di lui. Ha costruito Mediacom partendo da zero, non solo come un’azienda, ma come una missione fondata sul lavoro, sulla dignità e sul rispetto. Non ha mai dato peso ai titoli: diceva a chiunque: 'Chiamami Rocco', non CEO, né Presidente. Nel 2019 è arrivato a Firenze e ha acquistato la Fiorentina: per lui è stata una scelta personale. Ha scelto la maglia viola per restituire al calcio italiano ciò che gli aveva dato, regalando al club una casa su cui costruire le fondamenta del futuro. Voleva una Firenze di nuovo orgogliosa: della propria maglia, del proprio spirito e di ciò che la Fiorentina rappresenta. In pochi anni siamo tornati sui palcoscenici più importanti: una finale di Coppa Italia e due finali europee. Quelle notti ci hanno ricordato che Firenze può tornare a sognare. Lui ha vissuto quelle serate come uno di voi: con il cuore in mano. Spesso diceva sorridendo: 'Gestire Mediacom è difficile… ma la Fiorentina lo è ancora di più. E la amo ancora di più'. Il Rocco B. Commisso Viola Park è il centro sportivo più grande d’Italia. È una vera casa per tutta la famiglia viola — squadra maschile, femminile e settore giovanile — dotata di strutture di livello mondiale e coronata dalla cappella dedicata a Santa Caterina, inaugurata dal Cardinale Betori. Rocco voleva l’eccellenza, quella che rende orgogliosa Firenze: lavoro duro, rispetto e ambizione. Ma non si è limitato a costruire: ha anche donato. Durante l’emergenza Covid ha promosso la campagna 'Forza e Cuore' per gli ospedali fiorentini. E quando andava al Meyer, non lo faceva da proprietario o imprenditore, ma da padre. Portava maglie, palloni, doni viola e, soprattutto, sorrisi ai bambini. Vedere la loro felicità era la sua gioia. Più di ogni altra cosa, mio padre amava la sua famiglia. In questi giorni mi ha colpito sentire ripetere sempre la stessa cosa: chi lo conosceva davvero non si sentiva un dipendente o un tifoso, ma parte di una famiglia. Aveva il dono raro di far sentire le persone accolte. Rispettava tutti, dal Presidente al portiere. Riesco quasi a sentirlo ancora oggi: sorridente, magari con una carezza sul volto, mentre chiede: 'Come stanno i tuoi cari?'. Era così: diretto e affettuoso. Avrebbe voluto salutare Firenze, la città che lo ha abbracciato e ricambiato con amore. Questa sera lo facciamo noi, facendogli una promessa: porteremo avanti ciò che abbiamo costruito insieme, nel suo nome. Voglio che questo sia chiaro: sotto la nostra guida continueremo a far crescere la Fiorentina con visione, disciplina e rispetto per la città e per i tifosi. La Fiorentina verrà sempre prima di tutto. Insieme ad Alessandro Ferrari, Mark Stephan e a tutte le persone che lavorano per questo club, continueremo il cammino intrapreso con umiltà, unità e cuore. Grazie, Firenze, per l’amore dimostrato alla nostra famiglia. L’amore per mio padre è il più grande onore di tutti. 'Vi voglio bene'. Questa sera preghiamo per Rocco B. Commisso, e la mia famiglia terrà Firenze nelle proprie preghiere. Babbo… grazie. Ti voglio bene. Sempre. Forza Viola."
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