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Graziani: “Cambiare Vanoli un controsenso. Piccoli deve diventare adulto presto”

Redazione VN
Il commento di Graziani a Radio Bruno

Francesco “Ciccio” Graziani fotografa senza filtri il momento della Fiorentina ai microfoni di Radio Bruno, tra analisi tecnica, riflessioni psicologiche e messaggi chiari all’ambiente viola. Il punto di partenza è la fiducia nell’allenatore: per l’ex attaccante, un cambio in panchina oggi non avrebbe senso.

«Ho sempre visto la squadra rispondere sempre presente a tutte le sollecitazioni di Vanoli. Non ho visto niente di negativo. A maggior ragione dico che oggi cambiare Vanoli sarebbe un controsenso».

Per Graziani la stagione, per certi obiettivi, è ormai compromessa. La Fiorentina deve cambiare mentalità e pensare esclusivamente alla salvezza, senza più distrazioni. «Quando le stagioni nascono male, possono anche finire peggio, oppure riesci comunque piano piano a risistemarle. Però ora la stagione della Fiorentina è già andata. Noi dobbiamo pensare che ci sono ancora 14 giornate e ci sono due squadre davanti, una il Lecce e l’altra il Genoa, con cui noi ce la possiamo giocare».

L’ex viola è convinto che, a livello tecnico, la Fiorentina sia superiore alle dirette concorrenti, ma sottolinea quanto la componente mentale stia pesando in questo momento. «Io sono convinto, e straconvinto, che noi sia del Lecce che del Genoa siamo più forti qualitativamente e tecnicamente. Però quando ti trovi di fronte a una situazione così negativa, fai fatica forse mentalmente a saper reagire in maniera reale, concreta».

Graziani entra poi nel merito delle scelte tecniche, soffermandosi su due nomi in particolare: Kean e Solomon. «Se non te li chiedono loro, Kean e Solomon, devono stare sempre dentro. Se mi chiamano e mi dicono: "Mister, non ce la faccio più", allora li tolgo. Ma se stanno bene, non li levo neanche se mi stanno alla sedia».

Sulla percezione dei giocatori rispetto al rischio retrocessione, l’ex attaccante è netto. «Non è che non ne sono consapevoli. Sanno che la stagione è difficile. Si trovano tutti in una situazione di grandissimo disagio psicologico, perché nessuno era abituato a vivere questo tipo di tensioni».

Infine, il tema della possibile convivenza tra Kean e Piccoli, un’idea che Graziani ammette di aver valutato, ma con qualche riserva. «Piccoli e Kean insieme è giusto pensarlo. Però a Piccoli manca la cattiveria calcistica. Non sono deluso dalle sue qualità, ma gli manca quella ferocia sottoporta. Il calciatore deve diventare adulto presto. Kean ce l’ha, Piccoli no».