Simone Gamberini analizza il momento della Fiorentina, tra il calo di entusiasmo, l’arrivo dei nuovi innesti e la figura di Gonçalves.

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Nel corso del suo intervento al Pentasport di Radio Bruno, Simone Gamberini, telecronista di DAZN, ha analizzato il momento della Fiorentina:

Si è passati dal grande entusiasmo estivo della Fiorentina a gente che, in questo momento, la considera una squadra fuori dalla corsa alle coppe europee. Poi è chiaro che i due risultati iniziali, più la sessione di Kean, hanno fatto un po’ scendere quell’entusiasmo. C’era stata la partita in Coppa Italia, una vittoria larga, un gol molto bello di Kean, dove aveva recuperato i numeri del grande centravanti, e poi anche il valore di una squadra che comunque sembra poter rimettersi sui binari che c’erano stati prima. L’ultima settimana di mercato ha scosso molto la squadra, ha cambiato tanto: si tiene pochissimo della squadra della stagione precedente; questo non per forza è un male.

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Sullo stato fisico di Pedro Gonçalves:

Secondo me, in realtà, c’è innanzitutto un po’ di confusione sullo stato attuale di Gonçalves, che non è un giocatore infortunato, è un giocatore che ha chiuso la sua esperienza con un club a cui ha dato tantissimo. I migliori anni della storia dello Sporting sono stati anche con lui come uomo copertina, soprattutto nei primi tempi della gestione Amorim, con il ritorno al titolo, che mancava comunque da vent’anni. A livello muscolare ha avuto delle stagioni complicate, non tanto l’ultima quanto magari quella precedente, però, insomma, non mi sembra un caso patologico.

Sulla coppia Mastantuono-Gonçalves:

Mastantuono, secondo me, è uno che si fa vedere di più, più bello da vedere, più dentro al gioco. Gonçalves è più pungente, perché è uno che ha anche dei momenti di smarrimento, di assenza dalla partita, ma ha quel colpo per uscire e calciare in porta e trovare la soluzione, anche dalla distanza.

Ballottaggio Beto-Pellegrino:

Da una parte può essere visto come un limite, dall’altra comunque fa sperimentare a Grosso varie soluzioni differenti che, in questo momento in cui la Fiorentina mi sembra ancora un po’ indietro dal punto di vista della messa a punto della squadra, perché ancora in una fase sperimentale, ci sta poter vedere quali siano le soluzioni migliori. È chiaro che Pellegrino e Beto sono due profili veramente opposti: uno è proprio un giocatore da botte fisiche e sponde, l’altro più da attacco con la profondità. Però è chiaro che vedo Beto con numeri maggiori, perché innanzitutto viene da un campionato come la Premier League dove, non è stato una prima fascia, però comunque ha sempre galleggiato su una doppia cifra che sarebbe già, per Beto, un traguardo niente male.

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