Enzo Bucchioni analizza la rivoluzione viola, il mercato della Fiorentina e i dubbi tra centrocampo, attacco e gestione dei nuovi innesti.
VIDEO VN - Grosso: "Avevamo cercato un giocatore. Ora conta solo voler far bene"
Ospite del Pentasport di Radio Bruno, il noto giornalista Enzo Bucchioni ha parlato del nuovo volto viola e della conclsuione del mercato:
Hai voluto fare così una grande rivoluzione, ma che era necessaria dopo quello che è successo. Tante volte ci siamo detti, provocatoriamente: “Io non ne voglio più vedere neanche uno di quei giocatori lì, che mi stavano portando in Serie B”. Quindi, un po’ quest’idea che è stata un po’ il mercato, mercato che ad un certo punto, sei inceppato, una partenza lanciata e, alla fine, sei andato a prendere quei giocatori che hai trovato sul mercato disponibili.
Manca un uomo a centrocampo:
Se non vuole 10 milioni di ingaggio, perché ovviamente ci deve essere un limite a tutto, io uno come Brozovic, se mi dà la disponibilità, cerco di prenderlo. Cerco di provarci fino all’ultimo, perché è un centrocampo bellino quello della Fiorentina, con tanti giocatori che hanno qualità, che però… uno di quelli lì ti manca: uno che abbia gamba, uno che abbia garra.
Sul momento e i nuovi innesti
Mettete il nome che volete: Guardiola, Ancelotti, anche loro avrebbe delle difficoltà con una squadra con 10 nuovi innesti. Perché cosa vuol dire la famosa amalgama? vuol dire che un giocatore come dico io: deve giocare in funzione del compagno di reparto, quello che gli sta vicino, i movimenti dell’altro. E ci sono tutte queste cose che non si sitemano schioccando le dita, solamente perché questi giocatori sono bravi tecnicamente. Infatti, la sensazione di vedere una squadra non l’abbiamo assolutamente avuta.
Sul dualismo Beto-Pellegrino:
Siccome le caratteristiche e il livello dei due giocatori non presentano grandi differenze, sarà una valutazione strettamente di campo; vedendo anche come si allenano e le motivazioni. In questo momento, se io fossi l’allenatore, continuerei con Pellegrino, perché l’ho già fatto giocare, riesce a legare bene nel rapporto con i giocatori e nell’interpretazione del calcio che voglio fare. Però poi questo, per me, non è un problema, ragionando da allenatore, perché due giocatori così gli donano un’alternativa.
Su Oulai e Fagioli:
Senza le coppe c’è qualche problema, ce l’hai, perché se c’è uno scontento gli dici: “Non giochi oggi, però sei titolare mercoledì” oppure “Sei il mio uomo di punta". Se Fagioli diventa la seconda scelta, secondo me è dura, da parte dell’allenatore, farglielo accettare, un giocatore di quel livello lì. E fino a ora abbiamo visto che Fagioli e lui sono alternativi. Anche secondo me sarà difficile vederli assieme.
© RIPRODUZIONE RISERVATA