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MAINZ, GERMANY - NOVEMBER 06: Daniele Galloppa, Interim Head Coach of Fiorentina, arrives at the stadium prior to the UEFA Conference League 2025/26 League Phase MD3 match between 1. FSV Mainz 05 and ACF Fiorentina at Mainz Arena on November 06, 2025 in Mainz, Germany. (Photo by Alex Grimm/Getty Images)
Daniele Galloppa, tecnico della formazione Primavera della Fiorentina, ha concesso un'intervista ai microfoni di Radio Bruno, in onda nel corso del "Pentasport":
Esordio Braschi? "Lo ripaga tanto del lavoro fatto, ieri ero allo stadio. A fine partita ho guardato lui, volevo vedere come vivesse quel momento ed è stato emozionante. Lo alleno ormai da tre anni e so quanto ci tiene, è tifoso viola. Ed è bello vederlo così. Lo avevamo visto il giorno prima, con la rifinitura, si respirava il fatto che potesse succedere. Era la prima alternativa davanti, senza Kean e con Piccoli da non impiegare per 90'. Oggi è venuto da noi nello spogliatoio, c'è stato l'applauso di tutti i ragazzi, come è successo per Balbo qualche mese fa, contro il Como. Lo spunto che ho usato è stata proprio l'immagine finale, le emozioni ti ripagano e sono quelle che ti fanno innamorare di diventare giocatore. La leva motivazionale deve essere questa, a volte si insegue il resto e non l'emozione. Invece quello che è venuto fuori ieri sera è bellissimo".
"Sono contento di tutti gli esordi che ci sono stati e anche dei ragazzi che sono in giro a giocare in Serie B e C. Questa categoria è molto complicata. Conta sì far crescere i ragazzi, ma anche giocare bene e vincere, perché in Primavera il risultato si guarda. Siamo contenti dei risultati che stiamo ottenendo nel settore giovanile, soprattutto nella crescita dei ragazzi".
Crisi dei vivai? "Ho un figlio di 12 anni che ancora non ha visto un Mondiale. Sì, a volte si enfatizza un po', ma i risultati non ci danno ragione. A livello giovanile fino ai 17 anni siamo competitivi con nazioni che reputiamo come modello. Il passaggio che ci manca a livello italiano è culturale. Non si aspetta e i giudizi sono affrettatissimi, non c'è mai tempo. Si pensa subito all'oggi e non si dà modo ai giovani di inserirsi. Le qualità nei nostri giovani ci sono, fino ai 16 anni il risultato deve essere la crescita del ragazzo, non vincere un torneo".
Giovani allenatori? "Devi avere molto coraggio e una società che ti supporti, puoi avere un'idea di calcio moderna, ma l'appoggio che ti viene dato è fondamentale".
Stagione Primavera? "Siamo dietro ai ragazzi tutti i giorni, speriamo di continuare a fare quello che siamo facendo da protagonisti tra le prime della classifica. Tanti ragazzi sono su perché servono in prima squadra, cerchiamo di portare la barca in porto e non è facile tenere insieme le due cose quando ti stai giocando qualcosa di importante. Speriamo di arrivare in fondo da protagonisti, giocarci qualcosa e far esordire qualche altro ragazzo".
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