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Di Stefano (Sky): “Paratici-Milan, vi spiego. Pioli? L’ho incontrato poco fa e…”

Di Stefano (Sky): “Paratici-Milan, vi spiego. Pioli? L’ho incontrato poco fa e…” - immagine 1
Il giornalista di Sky Sport interviene sulla situazione del Milan e sulle voci inerenti a Fabio Paratici guardando anche all'evoluzione del rapporto tra Pioli e la Fiorentina
Matteo Torniai Redattore 

Il caos che attraversa il Milan è soltanto uno dei tanti segnali di un calcio italiano sempre più instabile. Ne è convinto Peppe Di Stefano, intervenuto ai microfoni radiofonici per analizzare la situazione rossonera, il ruolo dei fondi americani e anche il fallimento della stagione della Fiorentina con Stefano Pioli.

Secondo il giornalista di Sky Sport, il problema non riguarda soltanto il Milan: “Oggi mi chiedevo quante piazze siano realmente tranquille e organizzate. La risposta che mi è stata data è stata molto intelligente: quante poche piazze sono davvero a posto? Ormai la normalità è diventata l’anormalità. Si cambia tutto continuamente: dirigenti, allenatori, giocatori”.

Di Stefano evidenzia come il calcio moderno abbia completamente stravolto i tempi della programmazione: “Una volta i direttori sportivi e gli allenatori restavano cinque, sei, sette anni. Oggi si fanno trenta operazioni a mercato tra entrate e uscite”.

Sul Milan, il giudizio è netto. Per il giornalista, la gestione targata RedBird ha una filosofia precisa: “Il Milan oggi è un club gestito da un fondo. E un fondo muove denaro. L’obiettivo principale non è vincere lo scudetto, ma arrivare in Champions League. Chi non segue questa linea, in un modo o nell’altro, viene estromesso dal progetto”.

Nel suo ragionamento rientra anche il caso di Paolo Maldini, allontanato dalla dirigenza rossonera nonostante lo scudetto conquistato: “Il Milan ha vinto quasi per coincidenza, perché l’Inter si era indebolita e la Juventus aveva sbagliato stagione. Ma la logica dei fondi è questa”.

Di Stefano rivela poi un retroscena legato proprio a Fabio Paratici: “Il Milan aveva scelto Paratici. Due settimane fa c’era stata anche una riunione sul lago di Como con Gerry Cardinale e Giorgio Furlani. Stavano già preparando i documenti. Poi il problema legato alla squalifica ha bloccato tutto. Ad oggi c'è solo questo. Dentro il Milan qualcosa però si potrebbe muovere”.

Secondo il giornalista, però, il quadro dirigenziale rossonero resta estremamente confuso: “Non sono sicuro che il Milan resterà totalmente nelle mani di Furlani. Non sono sicuro che Ibrahimovic avrà lo stesso ruolo. E non escludo che Cardinale possa decidere di riprendersi tutto in mano e costruire finalmente un Milan davvero suo”.

Nel finale dell’intervento, il giornalista ha parlato anche della stagione fallimentare di Stefano Pioli alla Fiorentina, mostrando grande vicinanza umana all’ex tecnico viola: “Ho enorme stima di Pioli, soprattutto umana. Ma evidentemente è stata una scelta sbagliata da entrambe le parti. Forse Pioli non era l’uomo giusto per quel momento della Fiorentina e forse Firenze non era il progetto giusto per lui”.

Secondo Di Stefano, il problema non è il valore dell’allenatore: “Ci sono stagioni che nascono male e finiscono male. Partono con i fischi e finiscono con i fischi. Credo che questa sia stata una di quelle”.

Infine il pensiero personale sul tecnico parmigiano: “Ho incontrato Pioli qualche mese fa ed era ancora molto provato da questa esperienza. Non è una persona che se ne frega. Gli voglio bene umanamente e spero possa tornare presto a sorridere”.