
Il giornalista, Stefano Cecchi, intervenuto al Pentasport di Radio Bruno, ha parlato dei temi più caldi di casa Fiorentina. Le sue parole:

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Il giornalista, Stefano Cecchi, intervenuto al Pentasport di Radio Bruno, ha parlato dei temi più caldi di casa Fiorentina. Le sue parole:
Abbiamo avuto una stagione di enormi scuri e piccolissimi chiari. Però già mi manca la Fiorentina.
Io sono fra coloro che credono che nessuno di questi allenatori del grande valzer sarà il futuro tecnico viola. A me, venerdì sera, quell'applauso a Vanoli mi ha commosso. Firenze riconosce il sacrificio, la passione. Lui se lo meritava quell'applauso. Ha fatto un piccolo miracolo, perché è entrato in una Fiorentina che era una polveriera. Magari è ingiusto, ma un punto di ripartenza ha bisogno di facce nuove. Grosso ha il vantaggio di essere la novità. Ricordiamoci il cambiamento con Montella, che arrivava da Catania. Ma non arrivò solo lui, ma anche tanti nuovi giocatori. Il nuovo non sempre è migliore del vecchio, ma dopo una stagione così normale cambiare e anche giusto. A me non dispiacerebbe Di Francesco, rimanendo in Italia. Quest'anno è cresciuto molto, non ha più la presunzione di essere solo un giochista, perché di botte ne ha prese. A Lecce si è saputo adattare e ha salvato la squadra. Degli attuali emergenti italiani, invece, mi piace un sacco De Rossi. Quando parla ha sempre l'umiltà, non fa mai il professorino.
Un giocatore che sicuramente andrà via e farà bene è Gudmundsson. E ne sono sicuro. A me piace, ma con Firenze per lui è finita. Lo stesso vale per Dodò. Se Kean dovesse andare via per 20 milioni, allora provo a ricucire il rapporto. Perché, a 20 milioni, non lo ritrovi uno come lui. Kean in campo si fa notare, fa sempre a botte con chiunque. Fuori è diverso, invece.
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