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ROME, ITALY - APRIL 11: AS Roma player Lorenzo Paratici celebrates during the under 20 championship match between AS Roma v Napoli at Stadio Tre Fontane on April 11, 2026 in Rome, Italy. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)
La Gazzetta dello Sport si è focalizzata sulla carriera di Lorenzo Paratici, talento emergente del calcio italiano e attaccante della Roma, protagonista con l’Under 18 giallorossa. Il classe 2008, figlio dell'attuale ds viola Fabio Paratici che da Firenze riesce a tenerlo d'occhio molto meglio rispetto a quando lavorava a Londra, si sta mettendo in luce per numeri e crescita: 10 gol e 1 assist in 11 partite stagionali. Arrivato alla Roma in estate proprio dalla Sampdoria, il suo percorso racconta di un attaccante moderno, già nel giro delle Nazionali giovanili e finito sotto osservazione anche di Gian Piero Gasperini.
Diciotto anni ancora da compiere, ma già un percorso che corre veloce. In un calcio italiano alla ricerca di nuovi talenti dopo anni complicati anche a livello di Nazionale, il nome di Paratici junior inizia a circolare con sempre più insistenza. Non solo per il cognome, inevitabilmente pesante, ma per quanto dimostrato in campo.
Lorenzo è un centravanti moderno: rapido, mobile, capace di attaccare la profondità e giocare sia da riferimento centrale che sugli esterni. Dopo essersi formato tra Pro Vercelli e Sampdoria, ha vissuto una stagione 2024-25 da protagonista tra Under 17 e Under 18 blucerchiate, prima del salto alla Roma.
L’impatto in giallorosso è stato immediato: gol, continuità e prestazioni convincenti. Indimenticabile anche l’amichevole in cui, sotto gli occhi di Gasperini, ha segnato una tripletta in meno di un’ora contro il Roma City, attirando ulteriormente l’attenzione degli addetti ai lavori.
La sua storia ha anche contorni romantici. Da bambino ha vissuto momenti unici accanto al padre, come quando andò ad accogliere Paulo Dybala all’aeroporto ai tempi del suo arrivo alla Juventus. Un ricordo immortalato in una foto che oggi assume tutto un altro significato.
E poi il sogno chiamato Cristiano Ronaldo, il suo idolo assoluto, arrivato a Torino qualche anno dopo. Esperienze che hanno contribuito a formarlo, dandogli la possibilità di osservare da vicino il calcio dei grandi.
Nonostante l’ambiente e le aspettative, Paratici mantiene un profilo basso: pochi social, vita equilibrata e totale dedizione al calcio. Un aspetto sottolineato anche da chi lo ha allenato, che evidenzia la sua capacità di apprendere osservando i professionisti.
In questa stagione non ha saltato praticamente nulla: zero infortuni, zero squalifiche e presenza costante tra Under 18, Primavera e allenamenti con la prima squadra. Un percorso che lo ha visto anche affacciarsi accanto a profili come Antonio Arena nelle sedute con i “grandi”.
Il futuro è già tracciato: in estate Lorenzo sarà valutato da Gasperini in ritiro, passaggio chiave per capire se potrà restare in orbita prima squadra o partire in prestito, magari in Serie B, per accumulare esperienza tra i professionisti.
La sensazione è che il salto sia solo questione di tempo. Perché se è vero che diciotto anni possono essere “pochi per promettersi il futuro”, Lorenzo Paratici sembra già aver iniziato a prenderselo.
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