La Fiorentina ha chiuso il girone di andata vivendo una stagione a due velocità, più simile a una montagna russa che a un percorso lineare. Prestazioni convincenti si sono alternate a battute d’arresto improvvise, spesso difficili da spiegare solo con motivazioni tecniche. A complicare ulteriormente il quadro sono arrivati imprevisti extra-campo che hanno inciso sull’ambiente e sulla serenità del gruppo. La morte del presidente Commisso è stato un altro duro colpo per tutto il mondo viola, arrivata a metà di una stagione decisamente complicata. Negli anni, la Fiorentina è cresciuta attorno ai progetti del dirigente americano: il Viola Park e il nuovo stadio avevano l’ambizione di alzare lo standard sportivo e societario della squadra. Per portare a compimento questi progetti, la società è stata abile a trovare i giusti sponsor che supportassero il progetto, anche provenienti dal mondo del betting sportivo, pratica ormai molto comune nel nostro paese. Infatti in Italia il settore dell'iGaming è cresciuto moltissimo e i siti di scommesse o le piattaforme di gioco affidabili, come quelle recensite da casino.online, rappresentano ormai un elemento chiave per la sostenibilità finanziaria delle società di Serie A grazie a sponsorizzazioni tramite pagine di infotainment. Sul piano sportivo, la sensazione era che la Viola avesse finalmente imboccato la strada giusta, ma la sconfitta contro il Cagliari e quella successiva contro il Napoli hanno riportato la squadra con i piedi per terra, riaprendo interrogativi sul finale di stagione.

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Fiorentina: come uscire da una crisi senza fine
L’equilibrio psicologico come chiave della salvezza
—Per vivere un girone di ritorno relativamente tranquillo e centrare la permanenza in Serie A, la Fiorentina dovrà innanzitutto ritrovare equilibrio, soprattutto dal punto di vista mentale. La squadra ha spesso mostrato difficoltà nel gestire i momenti emotivi delle partite e della stagione, esaltandosi dopo una vittoria e smarrendosi alla prima difficoltà. In un campionato come quello italiano, dove la lotta salvezza si gioca anche sui nervi, la capacità di mantenere lucidità e continuità può fare la differenza. In questo senso, il mercato invernale rappresenta un passaggio cruciale. Gli innesti mirati possono aiutare non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nella gestione dello spogliatoio. Un profilo esperto come Daniele Rugani, arrivato dalla Juventus, può portare solidità, leadership e conoscenza delle dinamiche di un campionato combattuto, contribuendo a dare stabilità a un gruppo che ne ha bisogno.
Un attacco chiamato a fare di più
—Un altro nodo centrale riguarda il reparto offensivo. La Fiorentina ha bisogno di ritrovare i suoi trascinatori, a partire da Moise Kean, fermato nelle ultime settimane da un problema alla caviglia che ne ha limitato il rendimento e la continuità. L’attacco viola, nel complesso, ha espresso un potenziale superiore a quanto visto nella prima parte di stagione. Le occasioni create non sono mancate, ma spesso è mancata la freddezza sotto porta o la capacità di chiudere le partite nei momenti favorevoli. Per uscire definitivamente dalla zona calda della classifica sarà fondamentale aumentare la produzione offensiva, sia in termini di gol sia di personalità, con tutti gli attaccanti chiamati a prendersi maggiori responsabilità.
Gli scontri diretti come crocevia del girone di ritorno
—Nel girone di ritorno, il destino della Fiorentina non passerà dagli scontri contro Inter, Juventus o Milan, ma dalle partite contro le dirette concorrenti. Le cosiddette “piccole” del campionato, impegnate nella stessa lotta per la salvezza, rappresenteranno i veri banchi di prova. In questi match la posta in palio sarà doppia e la capacità di fare punti, soprattutto negli scontri diretti, potrà indirizzare in modo decisivo la stagione. Affrontare queste sfide con pragmatismo e concretezza sarà essenziale per costruire una salvezza senza affanni e restituire stabilità a un ambiente che ne ha profondo bisogno.
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