Fabio Paratici invita a evitare giudizi superficiali e a guardare il lavoro dirigenziale con maggiore profondità e contesto. Il nuovo direttore sportivo della Fiorentina riflette sul ruolo di chi opera dietro le quinte e sul percorso che immagina per il club:

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Paratici: “Voglio una Fiorentina internazionale e attrattiva. Ecco la mia squadra”
"Quando non si è all’interno di un club non si sanno le cose, non dobbiamo dare giudizi o avere pensieri. Ogni dirigente che opera fa il massimo. In quel frangente tutti i dirigenti pensano a capire cosa fare. Nessuno contestualizza le scelte che vengono fatte in un certo momento, è facile giudicare a posteriori. È un ragionamento lungo. Io sono cresciuto facendo questo lavoro con tre grandi esempi: Sabatini, Corvino e Foschi. Hanno tutto il mio rispetto.
Il metodo di lavoro? Non è solo quello di comprare i giocatori. C’è da coordinare tante aree, vogliamo essere più internazionali. Le persone sono sempre più importanti dei professionisti. I giocatori li conosci parlandoci, più che vedendo le partite. Le cose si costruiscono piano piano, in fasi e in momenti. Ad oggi dobbiamo essere realisti e dobbiamo stare sul pezzo tutti insieme. La Fiorentina del futuro me la immagino come una squadra che sia attrattiva, bella da vedere, stimolante per i tifosi e l’opinione pubblica. Sarà aggressiva e internazionale.
Goretti ha tutta la mia stima per quello che ha fatto. E' una persona competente, schietta e leale. Spero di potergli dare una mano mettendo a disposizione la mia esperienza. Sarà il mio braccio destro, poi avremo Lorenzo Giani, capo osservatore, e Moreno Zebi, capo dell'area prestiti. Questo è il gruppo di lavoro che creeremo".
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