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Vanoli leva gli scudi, Grosso ammicca. Ma davvero non esiste una terza via?
Sassuolo già salvo, Fiorentina no ma a conti fatti praticamente sì, la partita di oggi poteva essere vista come una sorta di sfida nella sfida tra Vanoli e Grosso per la panchina viola. Il redde rationem, chi vince (e convince) si prende la posta. Beh, il risultato, uno 0-0 in perfetto stile lunch match primaverile, non è un bello sponsor per nessuno dei due. Diciamo pure che si sono annullati, ognuno con le rispettive attenuanti: la Fiorentina con tantissimi assenti, il Sassuolo senza Berardi e soprattutto senza obiettivi di nessun tipo, nemmeno la matematica da inseguire. E Vanoli avrebbe pure vinto, se la gara fosse finita ai punti come nella boxe. Peccato che si giochi (parolone) a calcio.
Grosso il suo l'ha fatto, ma non oggi, nell'arco di tutta la stagione. Dal suo punto di vista è tutto estremamente chiaro: ha imboccato una corrente ascensionale nella sua carriera, ha vinto la Serie B, ha ottenuto una salvezza tranquilla in Serie A, adesso si sente pronto per una piazza più importante e aspetta la chiamata della Fiorentina facendo intendere a chiare lettere che quello che sta uscendo su di lui e il club viola lo riempie di orgoglio. Non ha mostrato, per usare un eufemismo, la miglior versione del suo Sassuolo - credeteci, li abbiamo visti davvero, davvero meglio da agosto ad oggi, lasciando da parte l'andata - ma diciamo che ha provato ad ambientarsi e a tastare con mano quello che potrebbe essere il suo futuro. Sarebbe una sfida tutta da giocare, in tutta onestà non ci sentiamo in grado di sbilanciarci sul fatto che sia un tecnico all'altezza delle ambizioni viola o meno.
Anche Vanoli il suo obiettivo l'ha raggiunto, ma lui, a differenza del suo collega/concorrente, sembra sapere perfettamente che il sentimento di gran parte della piazza gli va contro. Nell'ultimo mese abbiamo raccolto a distanza di qualche giorno a campione le impressioni dei tifosi in zona stadio e Viola Park sulla conferma o meno dell'allenatore varesino: la sequela di no che abbiamo registrato non ammette repliche. Firenze pare essersi schierata e sarà difficile ignorarlo. Anche perché con l'ostracismo nei confronti dell'unico attaccante a disposizione, il 2006 fiorentino Braschi, per cercare di vincere una partita utile solo per l'aritmetica, facendo segnare un gol in più a Gudmundsson già in doppia cifra in stagione, Vanoli si è attirato diverse antipatie. La nostra opinione l'abbiamo già espressa dopo Lecce, il mister ha detto che le sue parole sono state male interpretate perché di Balbo si fida, ma ci permettiamo di far notare che è facile fidarsi di Balbo nel momento in cui Parisi, Gosens e Fortini non sono a disposizione... A quanto pare più facile che fidarsi di Braschi senza Kean e Piccoli.
Insomma, per tornare al titolo e completarlo, se dipendesse da quanto visto oggi ci verrebbe da chiedere al direttore Paratici se non esista una terza opzione oltre ai due contendenti odierni per il futuro della panchina. A giudicare da tutti i nomi che stanno uscendo, il ds si sta guardando intorno non a 360, ma a 720 gradi... anche se non è facile attrarre i grossi nomi che si stanno liberando in questo finale di stagione. Qualunque sia la decisione, nessuno godrà di crediti accumulati in questa stagione all'inizio della prossima: né Vanoli per aver salvato (crepi la matematica, 9 punti su 12 la Cremonese non te li recupera nemmeno se prende Yamal e Mbappé in prestito), né Grosso per quanto di buono fatto col Sassuolo, né nessun altro. Chiunque si metterà alla guida del nuovo ciclo partirà da zero.
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