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Gudmundsson, ma allora è davvero la fine? I giovani e il “rispetto”: chiariamoci

Gudmundsson, ma allora è davvero la fine? I giovani e il “rispetto”: chiariamoci - immagine 1
Due passaggi delle parole di Vanoli dopo Lecce, quello su Gudmundsson alla tv e quello sui giovani in conferenza, meritano di essere commentati
Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 

E noi che, al fischio finale di Lecce-Fiorentina, eravamo preoccupati. Cosa possiamo scrivere, ci dicevamo, con la squadra ormai praticamente salva, senza coppe europee, con il dibattito su Vanoli abbastanza strutturato e in attesa di novità sostanziali? Poteva essere davvero difficile buttar giù le classiche righe di commento, e invece il tecnico ha fatto uscire due concetti interessanti. Giusti o non giusti, è su questo che ci possiamo confrontare, ma sicuramente interessanti.

Gudmundsson bocciato

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Prima di tutto, il presente. Così Vanoli a Dazn su Gudmundsson: "Nel calcio di oggi il sistema di gioco varia all'interno della partita, Gud lo abbiamo cercato tra le linee ma gli errori tecnici in questo ci limitano. Lui ci mette il massimo dell'impegno, è normale che per le sue qualità qualcosina di più si potrebbe fare".

Si impegna, ma non ci siamo. Il messaggio è chiaro, e non è che ci volesse la partita del Via del Mare per tracciare un bilancio del biennio dell'islandese a Firenze: senza troppi giri di parole, non è quello che era a Genova. Ha segnato un numero non indifferente di reti (18 in due anni, non sono poche fino a prova contraria), tante su rigore, che bisogna saper battere innanzitutto, ma non ha mai dato la sensazione di essere quel leader tecnico, quel giocatore al quale aggrapparsi che la piazza si aspettava. Per via degli infortuni, delle scabrose accuse che lo hanno riguardato e dalle quali è stato alla fine assolto, di tanti fattori. Ma il risultato è quello che ha sintetizzato Vanoli: ci mette il massimo dell'impegno, ma si potrebbe fare qualcosa di più. La domanda è una: è il caso di provarci ancora, oppure di fronte a questa ammissione pubblica e all'inevitabile rivoluzione che avverrà in estate, è più giusto ringraziare e affidare la maglia numero 10 alle prossime spalle? A Paratici l'ardua sentenza.

I giovani: in che senso "rispetto"?

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Poi c'è un passaggio della conferenza stampa che abbiamo risentito una manciata di volte, ma non siamo sicuri di aver capito, magari il tecnico avrà modo di spiegarsi più avanti: "Mi dà noia il discorso "adesso mettiamo i giovani", mi sembra una mancanza di rispetto per i tifosi".

No, non ne veniamo a capo. Vanoli crede che far fare esperienza e dare un po' di fiducia a ragazzi promettenti, pur acerbi, sia una mancanza di rispetto per tifosi che per quasi un anno hanno solo sperato che questa stagione finisse alla svelta senza drammi? Che male potranno fare ai tifosi tre o quattro ragazzi, tra l'altro per la stragrande maggioranza toscani, fiorentini, tifosi viola, con il loro entusiasmo e la loro freschezza? O davvero Vanoli pensa che facendo 15 punti nelle prossime 5 partite riceverà un plebiscito dalla piazza? La stagione è praticamente finita, la matematica arriverà presto perché il Lecce e la Cremonese inciamperanno ancora, come hanno fatto per tutto il campionato i salentini e da dicembre a oggi i lombardi. Ben vengano le vittorie se si riesce a centrarle con il gioco balbettante di cui si dispone, ma ancora meglio venga la valorizzazione di quello che, a differenza dell'allenatore, è un asset a sempiterna disposizione del club: il centro sportivo, qualcosa che, specie a livello giovanile, nessuno in Italia può vantare. E il fatto che la Primavera sia appena tornata in cima alla classifica del proprio campionato forse non è così casuale...