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La Conference sta alla Fiorentina come il gol a Pippo Inzaghi: due “S” per vincere
Vi è mai capitata a tiro la famosa frase dell'indimenticato Emiliano Mondonico? "Non è Pippo Inzaghi a essere innamorato del gol, è il gol a essere innamorato di Inzaghi", Ecco. Non è la Fiorentina ad essere innamorata della Conference League, ma la Conference League ad essere innamorata della Fiorentina. Perché dopo quattro anni, ci è quasi venuta a noia: mica per nulla, anche solo per cambiare colore - non inno, che è lo stesso - sarebbe bellino provare l'Europa League... Ma per quello, visto il percorso in campionato da tempo compromesso, c'è un solo lasciapassare, ovvero la vittoria finale della coppa verde. Che, si diceva, sembra essere particolarmente affezionata al club viola, dato che la piega degli eventi lo tiene sempre in corsa fino alle battute finali del torneo.
Quarta partecipazione consecutiva ai quarti di finale, che sarà in ogni caso l'ultima del filotto: o si chiude la striscia di partecipazioni con la salvezza e null'altro, o si vince l'eventuale finalissima al terzo tentativo - chi scrive lo fa con una mano mentre con l'altra esegue gesti apotropaici - e si va direttamente in Europa League.Gosens dice che le ha viste tutte, ma che il gol di Pongracic da oltre centrocampo gli mancava. Pensa quante ne abbiamo viste noi, Robin... abbiamo visto l'RFS Riga segnare al Franchi, Gollini palleggiare fuori area e regalare un gol al Basaksehir, la Goal Line Technology incepparsi levando un gol regolare a Cabral col Braga, Bianco prendere un ceffone da un tifoso del Sivasspor, Barak segnare all'ultimo secondo a Basilea. Abbiamo visto Ranieri fare doppietta al Genk, Martinez Quarta segnare come Sottil e Ikoné messi insieme, Terracciano regalarci una finale con una parata da fantascienza a Brugge. Abbiamo visto due finali perse e poi per poco non abbiamo giocato la terza, trascinati proprio da una doppietta di Gosens al Real Betis. E quest'anno abbiamo visto fin troppe cose per elencarle, ma il gollonzo di Piccoli (a onor del vero meritato dopo il palo di pochi secondi prima) è forse il manifesto di come sia destino vivere questo quadriennio di Conference davvero finché ce n'è.
E dunque siamo ancora a commentare la Fiorentina tra le migliori 8 della Conference League. C'è il Crystal Palace tra i viola e le semifinali, è una sfida che il nostro Enzo Bucchioni definisce finale anticipata rifacendosi alle previsioni di agosto. Probabilmente non solo quella gigliata, ma entrambe le squadre hanno reso ben al di sotto delle credenziali con cui si sono presentate ai blocchi di partenza, tanto che c'è chi è pronto a scommettere sullo Strasburgo come favorita per la vittoria finale. Quella che si giocherà fra Selhurst Park e Artemio Franchi sarà in ogni caso una doppia sfida tosta, con rispetto parlando per Jagiellonia e Rakow. La maniera migliore per vincerla? Farla sparire fino a Pasqua.
Per essere chiari: più punti la Fiorentina metterà insieme tra Inter e Verona, prima e dopo la sosta per le Nazionali, e più potrà dedicare le proprie energie una volta passata la Pasqua, il giorno dopo il match contro i gialloblù, all'andata in casa delle Eagles in programma il 9 aprile (date e orari di andata e ritorno). Non è matematicamente possibile ottenere l'aritmetica della salvezza entro l'inizio dei quarti di finale, ma è necessario presentarsi a Londra con quanti meno affanni possibile. E questo si sposa con la priorità indicata da tutti, Vanoli in testa: la salvezza. Più in fretta la si ottiene, più salgono le non alte, ma neanche infime possibilità di vincere la Conference League.
Quindi, Salvezza è una delle due "S" che abbiamo inserito nel titolo. L'altra è Solomon. Il dt Goretti ha confermato prima della vittoria di Cremona che l'israeliano salterà l'Inter ma rientrerà contro il Verona dall'infortunio che lo ha costretto ai box fin dall'affannoso ritorno dei playoff in cui quasi si consumava il dramma ad opera dello Jagiellonia. Cinque giorni prima dell'andata. Averlo a disposizione, poterlo schierare con o senza Gudmundsson, a destra o a sinistra, può fare tutta la differenza del mondo di fronte ad una squadra, quella del tecnico Oliver Glasner, che soffre gli spunti di rimessa e le fiammate improvvise più che la manovra d'assalto (la nostra analisi approfondita). Salvezza e Solomon, e con un po' di aiuto da parte della Conference, questa coppa che tanto ha voluto e vuole la Fiorentina attorno, può essere messa di nuovo nel mirino.
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