La domanda che poniamo nel titolo non è altro che una provocazione: la risposta - o alcune possibili risposte - crediamo di conoscerla, ma siamo sinceramente colpiti dalle parole di Vanoli, che dopo la vittoria onestamente immeritata ma fondamentale in casa del Verona ammette: "Oggi credo che Kean abbia pagato più la delusione con l'Italia che l'aspetto fisico". Quindi non solo l'attaccante soffre sempre per via della tibia, anche oggi tartassata, ma è alle prese con le paturnie derivanti dall'eliminazione della Nazionale dal terzo Mondiale di fila.

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Il sole sorge anche senza Kean: se è distrutto (in tutti i sensi) perché gioca?
L'allenatore è stato chiaro: "Un calciatore deve anche saper reagire e rialzarsi". Vero, ma anche togliendosi il velo nero da davanti agli occhi rimane la spada di Damocle dell'infortunio da gestire. "Spero che in coppa ci sia", un passaggio della conferenza stampa sempre di Vanoli. Ma è possibile che ci si debba trascinare sempre con la speranza che il numero 20 sia in grado di scendere in campo?
C'è vita senza Kean
—Certo, direte voi e siamo d'accordo, Kean anche non al meglio è preferibile a Piccoli; ma il Kean visto in Verona-Fiorentina è inutile, tanto vale affidarsi alla fisicità e all'impegno dell'ex Cagliari, che sta bene fisicamente e non è immusonito per via del fallimento di Zenica. Ormai in stagione la Fiorentina, volente o nolente, ha fatto del tutto a meno di Kean più volte, 11 in tutte le competizioni (5 in Conference, 5 in campionato, 1 in Coppa Italia) perdendo solo una volta in A (Cagliari in casa) e una in coppa (Como agli ottavi). In sei di queste 11partite - contro Sigma e Jagiellonia in Conference, Genoa, Bologna e Cremonese in A, Como in Coppa Italia - Piccoli è andato a segno. Sebbene, dunque, sia evidente la superiorità di Kean, è altrettanto pacifico che se non gioca il mondo viola non si ferma. Quindi? Quindi c'è dell'altro.
Flop Mondiali e mercato
—Il fatto, e qui buttiamo giù una congettura più che fare gli insider di mercato, cosa che è appannaggio di altri colleghi, è che Kean è rimasto a Firenze firmando un ricco rinnovo con l'obiettivo di essere protagonista assoluto in vista dei Mondiali. Ora che Canada, USA e Messico sono sfumati, è facile capire come Moise sia svuotato. Altrettanto semplice supporre che quelle che abbiamo davanti possano essere le sue ultime sette partite di Serie A con la maglia viola addosso. Solo che i 62 milioni stabiliti come valore della clausola rescissoria erano tarati sui 25 gol del 2024/25, quindi oggi sono un po' fuori contesto. È probabile che si vada serenamente oltre il 15 luglio, e quindi fa comodo a tutti che Kean giochi e segni il più possibile, per vendersi e vendere meglio. Se poi l'astigiano vorrà rimanere, saremo felicissimi di essere smentiti: il suo valore lo abbiamo conosciuto tutti, con un'estate senza Mondiali potrà risolvere i problemi che lo tormentano e tornare la furia che è stata fino a un annetto fa.
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