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Viareggio Cup, saranno famosi? Boskovic, Mataran e i protagonisti del trionfo viola

Giada Di Stefano
Gioia sfrenata per l'Under 18 dopo l'amarezza della finale persa un anno fa

La Fiorentina ce l'ha fatta: dopo l'occasione sfuggita all'ultimo l'anno scorso contro il Genoa, i ragazzi Under 18 allenati da Marco Capparella hanno vinto la Viareggio Cup, un trofeo che mancava nella prestigiosa bacheca delle giovanili viola addirittura dal 1992. Gol di Croci, poi pareggio avversario, supplementari e delirio con Mataran e ancora Croci, prima del rigore finale di capitan Cianciulli. Non è stato facile aver ragione dei coriacei croati del Rijeka nella finale dello Stadio dei Pini di Viareggio: via libera ai festeggiamenti e, per noi, alle celebrazioni dei ragazzi che si sono maggiormente distinti nel torneo.

Doppietta da predestinato: Federico Croci

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"Era il più piccolo, ma in campo era il più grande": una famosa pubblicità di una marca di biscotti di qualche tempo fa ci dà il titolo ideale per tornare a parlare di Croci, classe 2010 nato a Bibbiena che primeggia tra i 2008. "Tornare", perché questo ragazzo ormai ha i riflettori addosso da più di un anno. Numeri stratosferici nelle under gigliate, in questa stagione ha già esordito in Primavera con Galloppa e, se il buon giorno si vede dal mattino, per lui si può immaginare un futuro importante nel calcio italiano. Si tratta di un attaccante che svaria su tutto il fronte offensivo, non un centravanti ma impiegabile anche in zone centrali, come nel 4-3-1-2 della Fiorentina in questo torneo. Autentico mattatore della finale con la doppietta che ha aperto e chiuso la gara. IL NOSTRO RITRATTO

Il capocannoniere: Federico Mataran

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Il fatto che il miglior marcatore viola sia risultato essere un centrocampista, mezzala per la precisione, è indice di come il gioco espresso dalla Fiorentina coinvolga tutti gli interpreti. Mataran, 2008 di Buenos Aires, triplo passaporto argentino, spagnolo e uruguayano, è arrivato a Firenze dall'Uruguay, dove militava nelle giovanili del Defensor, nell'estate del 2024. Centrocampista estremamente duttile, abile nel dribbling e impiegato nella sua giovane carriera anche da regista e da difensore centrale, ha una discreta confidenza con la porta avversaria (4 reti e 1 assist nella Viareggio Cup, compreso il colpo di testa che ha indirizzato la finale) ma il suo idolo, oltre ovviamente all'onnipresente Messi, è il tentacolare Sergio Busquets, il playmaker di quel sensazionale Barcellona.

Sicurezza dietro: Federico Melani

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Giuriamo che non l'abbiamo fatto apposta, ma si chiama Federico anche lui. Croci in attacco, Mataran a centrocampo e Melani dietro, la spina dorsale di questa hit parade è servita. Melani, classe 2009 nato a Firenze, non ha giocato la finale a causa di un problema fisico accusato in semifinale, ma ha disputato un torneo di grandissimo livello, condito anche con la gioia personale della rete ai quarti di finale contro la Pistoiese. Il fatto che, come Croci, giochi sotto età sottolinea ulteriormente il suo valore, attuale e potenziale.

Sulle orme di Gvardiol: Matko Boskovic

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Un altro giocatore che abbiamo apprezzato particolarmente è Matko Boskovic, 2008 croato di Vinkovci, col pallone tra i piedi da quando aveva 5 anni e in viola dal 2024. Sarebbe un difensore centrale, ma spesso lo vediamo a sinistra per sfruttare il suo piede educato nel cross e nel tiro: sua la splendida rete su punizione contro il Viareggio, suo il premio come miglior difensore della finale vinta contro il Rijeka. Il suo modello? Il connazionale Josko Gvardiol, nel cui solco Boskovic cerca di inserirsi: attento ed esplosivo dietro, tecnico ed efficace quando c'è modo di spingersi in avanti. In due parole? Difensore moderno.

Pararigori: Brando Dolfi

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Ve l'avevamo segnalato anche l'anno scorso, quest'anno non ha voluto essere da meno: dopo due sotto età, quest'anno Dolfi, classe 2007, ha giocato da fuoriquota e si è dimostrato altrettanto decisivo parando altri tre rigori e bissando il record della scorsa edizione. La scuola dei portieri della Fiorentina continua a produrre talenti: anche Magalotti, secondo portiere convocato addirittura in prima squadra per andare in panchina in Conference League, sta venendo su bene. Ancor prima di veder sbocciare Martinelli, siamo già a sognare un futuro da protagonisti per le pianticelle coi guantoni.