Dentro la trattativa tra la Fiorentina e il Cagliari per l'arrivo di Piccoli
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La virata della Fiorentina su Roberto Piccoli, colpo chiuso a 25 milioni più 2 di bonus non difficili da raggiungere e il 10% sulla futura rivendita nelle casse del Cagliari, non nasce dalle parole di Stefano Pioli dopo l'1-1 di Manchester contro lo United. Sì, il tecnico ha ammesso pubblicamente il 9 agosto che poteva servire un altro centravanti per avere profondità, ma il nome di Piccoli era in cima alla lista viola da tanto tempo.
Fortemente voluto
Violanews.com, del resto, è stata la prima a fare il nome della punta ex Atalanta, era il 20 giugno e l'idea era quella di una possibile sostituzione di Kean in caso di addio tramite la clausola rescissoria. Ma a prescindere da come sarebbe finita con il bomber astigiano, la Fiorentina voleva Piccoli perché lo aveva individuato come l'attaccante italiano emergente più forte della Serie A, tra quelli che si potevano prendere - per esempio, Camarda e Pio Esposito erano aggredibili solo in prestito. E' sempre stato Piccoli, insomma, il grande obiettivo per rinforzare l'attacco, fin da prima che il Cagliari lo riscattasse a 12 milioni. Alla fine, il presidente Giulini lo ha rivenduto al doppio.
I retroscena
Fiorentina che, nel frattempo, ha mantenuto Kean, riscattato Gudmundsson e fatto arrivare Dzeko e Fazzini. In queste settimane, per Piccoli hanno fatto dei pensieri il Benfica, il West Ham che aveva offerto 20+5 di bonus, rifiutati dal Cagliari, e Roma, in caso di partenza di Dovbyk. Proprio la situazione legata all'ucraino ha spinto la Fiorentina a rompere gli indugi per non rischiare che una cessione dell'ex Girona cambiasse le carte in tavola e permettesse alla Roma di strappare Piccoli all'ultimo.Scarica la nuova app Viola News
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