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Il tifoso lontano

Quanti punti dovrebbe fare Vanoli per meritare di essere riconfermato?

Redazione VN
Storie della passione viola di Erik e dei suoi gatti magici che dal Libano seguono le vicende della Fiorentina

Il silenzio cala su Beirut. Un accordo di cessate il fuoco è stato trovato, mentre la Fiorentina vince contro il Crystal Palace senza però riuscire a ribaltare il 3 - 0 dell’andata. I tifosi viola che abitano il Libano sono felici che la guerra sia finita (sperando che questa volta una vera pace sia costruita fra tutte le nazioni del Medio-Oriente), e allo stesso tempo molto delusi e tristi per l’eliminazione della Fiorentina dalla Conference League. Infatti, andare avanti in questa competizione e vincerla avrebbe permesso alla squadra di riportare un trofeo a Firenze dopo un quarto di secolo, di qualificarsi all’Europa League per la prossima stagione, e soprattutto di dare un senso a questo campionato disastroso. Purtroppo, la Fiorentina non ce l’ha fatta. Il treno che trasportava la squadra viola attraverso l’Europa da quattro anni si è fermato all’improvviso (metaforicamente parlando), un po’ come in una di queste stazioni abbandonate nella campagna libanese, dove l’erba e le canne spuntano, con cartelli arrugginiti. Speriamo intanto che questa parentesi fuori dall’Europa sia breve e che ci permetta di fare un bel campionato l’anno prossimo.

I lettori regolari di Violanews conoscono sicuramente la storia del Giglio e dei gatti magici che tifano Fiorentina dal Libano, che ho iniziato a scrivere la vigilia della nostra prima vittoria in campionato contro l’Udinese, quando la situazione della squadra del nostro cuore era davvero disperata, con 6 punti in classifica, cercando di trasmettere un po’ di ottimismo e di fiducia ad un ambiente depresso.

Da quel momento, abbiamo piano piano risalito la classifica. E ora, c’è da giocare contro il Lecce, in una sfida salvezza importantissima. Fortunatamente, la Fiorentina può accontentarsi di un pareggio, e quindi giocherà con meno pressione, senza dover attaccare con frenesia, cercando di essere lucida e precisa nelle ripartenze per vincere questa gara e chiudere il discorso salvezza.

Gli ultimi giorni sono stati segnati dalle discussioni su quale allenatore dovrebbe allenare la Fiorentina la prossima stagione. Per il Giglio (torniamo nei suoi pensieri), la risposta è semplice. A meno che un allenatore fenomenale accetti di venire ad allenare la Fiorentina (come Gasperini, o Farioli), si potrebbe anche considerare di riconfermare Vanoli, ad una condizione. L’allenatore e la squadra dovranno provare in queste sei partite che rimangono che la loro ambizione va ben al di là della salvezza, facendo al minimo 12 punti, ma di preferenza 14 punti. Nello scenario ideale, la Fiorentina potrebbe rimontare la classifica fino al decimo posto. E, questo dovrebbe essere lo scopo di questo finale di stagione. La Fiorentina dovrà confermare di avere la media punti di una squadra che punta all’Europa nel girone di ritorno.

Il Giglio sa che il fatto di continuare con Vanoli, che conosce già pregi e difetti della squadra, potrebbe offrire un vantaggio alla Fiorentina all’inizio del prossimo campionato, invece di ricominciare (ancora una volta) con un nuovo allenatore (con il rischio di un “Pioli bis”, di un allenatore che non riesce a farsi capire dai giocatori). Perché, anche se la Fiorentina si salva, anche se conclude il campionato a metà classifica, gli spettri di questa stagione non svaniranno. Se il prossimo campionato inizia con un risultato negativo o due, la squadra (anche con alcuni nuovi giocatori) potrebbe ripiombare nelle sue paure. Vanoli ha saputo aiutare i giocatori ad oltrepassare il terrore che veniva a loro ogni volta che scendevano in campo. Quindi, in un certo senso, continuare con lui sarebbe meno rischioso che scegliere un’altra scommessa.

Rimane una cosa da fare prima della partita contro i salentini. Il Giglio chiama, e sente nella distanza una voce ormai familiare rispondergli.

“Amaranto!” il Giglio dice, “sono molto depresso, non fiorirò neppure quest’anno. E’ da venticinque anni che aspetto questo momento, e mi avevi promesso di aiutarmi.”

“Miao!” Amaranto dice, “noi gatti magici possiamo dare una mano alla squadra, aiutare i giocatori ad avere un po’ più fortuna, tuttavia Giglio mio, i giocatori devono sudarsela e meritarsela!”

“Che vuoi dire?”

“Il Crystal Palace ha avuto più voglia di noi di questa semifinale, per loro era un’impresa storica da festeggiare al centro di Firenze, allora che per molti dei nostri opinionisti e tifosi, è solo la coppetta degli sfigati.”

Il Giglio sorride. “Come hai imparato ad esprimerti così bene? E’ sorprendente per un gatto.”

“Ci sono tante cose di noi animali che gli esseri umani ignorano, caro Giglio. E’ vero che ci chiamano animali, ma poi loro fanno cose ben peggiori.”

“C’è molta saggezza nelle tue parole, Amaranto. E contro il Lecce, ci aiuterai?”

“Giglio mio, questa squadra deve imparare a lottare e a farcela da sola, e deve meritarsi il nostro aiuto. Se scenderà in campo con sufficienza, sarà punita dagli avversari. Se invece i giocatori correranno e lotteranno più degli avversari, porteranno a casa i tre punti.”

“Spero di farmi sentire dai giocatori,” il Giglio dice, “è molto importante riscattare l’orribile sconfitta contro il Lecce maturata al Franchi nel girone d’andata. Speriamo di farcela, e vediamo come Paolo Vanoli si comporterà in questo finale di stagione…”

Nota sull'autore:

Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/