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Mareggini: “Quella sfida che De Agostini non colse. Vincere a Firenze raro ma bello”

Mareggini: “Quella sfida che De Agostini non colse. Vincere a Firenze raro ma bello” - immagine 1
I ricordi e gli auguri di Gianmatteo Mareggini, ex viola
Paolo Mugnai
Paolo Mugnai Redattore 

Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa quindicesima puntata la nostra redazione ha contattato Gian Matteo Mareggini. Nato a Modena, Portiere della Fiorentina dalle giovanili fino al 1985/86, poi dal 1990/91 al novembre 1993, quindi dal 1995/96 al 1996/97 e dal 1998/99 al 1999/00 con 88 presenze (79 in Serie A, 1 nel Torneo Anglo-Italiano e 8 in Coppa Italia). Ha vinto una Coppa Italia nel 1996 e una SuperCoppa Italiana nel 1996. Esordio a Firenze in Serie A: 11/11/1990 Fiorentina-Genoa 2-2.

Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?

“Sicuramente migliorata perché per certi versi è stata una stagione tragica. In Conference il ritorno era una formalità perché la qualificazione era stata persa all’andata. Quanto alla salvezza, trovarsi nella situazione attuale di classifica fino a poco tempo fa era davvero difficile prevederlo. Già salvarsi, per come si erano messe le cose, è un obiettivo raggiunto. Nelle ultime partite la squadra mi è sembrata in buona salute”.

Il ricordo più bello?

“Sono talmente tanti. Dovendo scegliere, naturalmente ricordo il rigore parato alla Juventus in una partita storica e posso anche raccontare un particolare. Quando De Agostini mise il pallone sul dischetto, io mi avvicinai e lo sfidai con lo sguardo, ma lui non mi guardò e questo fu significativo. Inoltre la vittoria della Coppa Italia con la gente allo stadio alle tre di mattina ad aspettarci. Non ce lo aspettavamo proprio di vedere i bambini e gli anziani svegli a quell’ora, ricordo i loro sorrisi. Vincere a Firenze è talmente raro ma bello. Sono felice di tutta la mia esperienza in maglia viola”.

L’augurio per il centenario?

“Ai tifosi viola non c’è da augurare molto, perché la storia della Fiorentina insegna che siamo destinati a soffrire, ma quando uno è tifoso è tifoso! Auguro alla società di ripartire dalle cose buone di quest’anno e nell’anno del centenario ricostruire una squadra competitiva”.