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Quando il viola unisce palco e campo: da Firenze a Sanremo, nel segno delle storie da raccontare

Redazione VN
A poche ore dall'inizio del Festival di Sanremo ci scrive il Direttore Artistico del Festival Il Magnifico

Ci sono momenti in cui le traiettorie personali e professionali si intrecciano in modo naturale, quasi inevitabile. Per me, che sono a Sanremo per rafforzare la collaborazione tra il Festival Il Magnifico - kermesse nazionale che si svolge a Firenze di cui sono il Direttore Artistico - e Casa Sanremo, questo è uno di quei momenti. Perché il filo che lega questi mondi non è solo artistico o organizzativo: è culturale. Ed è, inevitabilmente, anche viola. La collaborazione tra Festival Magnifico e Casa Sanremo nasce da una visione condivisa: costruire spazi in cui talento, valori e territorio possano dialogare. Casa Sanremo è il luogo in cui il Festival si racconta, si approfondisce, si vive oltre il palco. Il Festival Magnifico porta con sé un’idea precisa di cultura contemporanea: contaminazione, responsabilità, impatto sociale. Non è una semplice presenza istituzionale, ma un’alleanza tra realtà che credono nello stesso linguaggio, quello dell’eccellenza unita ai valori.

Ed è in questo quadro che si inserisce un altro tassello fondamentale: dieci giorni fa, al Rocco B. Commisso Viola Park, abbiamo consegnato un premio nell’ambito del progetto “Costruiamo Gentilezza nello Sport” ideato da Gaia Simonetti a David de Gea, portiere della ACF Fiorentina. Non è stato un episodio isolato, ma parte della stessa visione. La gentilezza come valore pubblico, come cifra distintiva di chi sa essere leader senza alzare la voce, di chi interpreta il proprio ruolo con equilibrio e responsabilità.

In questi giorni sanremesi, sotto la direzione artistica di Carlo Conti, il Festival dimostra ancora una volta come si possa tenere insieme spettacolo e misura, competizione e rispetto. È la stessa tensione che si vive nello sport quando la posta in gioco è alta. E la Fiorentina lo ha dimostrato proprio ieri, nella vittoria nel derby contro il Pisa

Non sono stati soltanto tre punti. Sono stati punti pesanti, punti salvezza, punti che raccontano maturità e carattere. In una stagione complessa, vincere un derby significa ribadire identità, difendere appartenenza, dare un segnale chiaro: ci siamo. E farlo con equilibrio, con concentrazione, con spirito di squadra. Da Direttore Artistico e da tifoso viola, vedo un parallelismo evidente: un grande evento musicale e una partita decisiva hanno la stessa struttura emotiva. Preparazione, pressione, responsabilità, esecuzione. E poi il verdetto. Che sia l’applauso dell’Ariston o il triplice fischio finale, ciò che resta è la qualità dell’interpretazione.

Peraltro la presenza di un artista fiorentino come Marco Masini sul palco sanremese rafforza ulteriormente questo legame simbolico tra Firenze e Sanremo. È la dimostrazione che i territori non sono confini, ma identità che viaggiano. Così come il viola della Fiorentina oggi è anche un messaggio culturale: resilienza, eleganza, senso di comunità. La collaborazione tra Festival Magnifico e Casa Sanremo, la consegna del premio a De Gea al Rocco B. Commisso Viola Park, la vittoria nel derby: non sono episodi scollegati. Sono espressioni diverse della stessa idea. Che lo sport e la musica possano essere strumenti di costruzione collettiva. Che la competizione non escluda la gentilezza. Che l’eccellenza abbia bisogno di radici forti.

In fondo, che si tratti di un palco o di un campo da gioco, il principio non cambia: rappresentare qualcosa che va oltre il singolo evento. Rappresentare una comunità. E oggi, tra Firenze e Sanremo, quel qualcosa ha un colore preciso. Viola.

Leonardo Margarito

Direttore Artistico Festival Il Magnifico