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Prof. Ceccuti: “Antognoni, purezza incontaminata. Con lo stadio persa un’occasione”

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I ricordi e gli auguri di Cosimo Ceccuti, coordinatore culturale e Presidente della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia e direttore della rivista “Nuova Antologia”.
Paolo Mugnai
Paolo Mugnai Redattore 

Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa settima puntata la nostra redazione ha contattato Cosimo Ceccuti, coordinatore culturale e Presidente della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia e direttore della rivista “Nuova Antologia”, già professore ordinario presso la facoltà di scienze politiche “Cesare Alfieri” di Firenze come docente di Storia Contemporanea. Autore di numerose pubblicazioni, si è occupato in particolare di storia della cultura e dell’editoria, nonché di Firenze e della Toscana. Ed è un grande tifoso viola.

“Sono fiorentino di nascita, la Fiorentina rappresenta la città e il mio nome lo devo a Cosimo de’ Medici. Fin da piccolo andavo allo Stadio in Curva Fiesole, avevo l’abbonamento. La seguo da sempre”.

Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?

“Mi sembra di intravedere dei bagliori per uscire dal tunnel. L’inizio della stagione è stato spaventoso e sorprendente, perché con Pioli e i nuovi acquisti ci aspettavamo di ambire a una qualificazione alle coppe più importanti, non certo di ritrovarci in questa situazione! Noi non siamo abituati a lottare per non retrocedere. Abbiamo visto delle partite orribili con dei giocatori non attaccati alla maglia, ma ora la speranza è di salvarci e andare avanti in Conference. Poi, a campionato terminato, costruire con il nuovo manager Paratici una squadra all’altezza di Firenze e della sua tifoseria”.

Il ricordo più bello?

“Ho conosciuto personalmente tanti giocatori dagli anni Cinquanta a oggi, ma il più caro è Antognoni. Pensare che un giocatore di quel livello ha dedicato tutta la sua carriera alla maglia viola, la sua purezza incontaminata. Come partita il 4 a 2 alla Juventus, con i tre gol di Pepito Rossi, credo che sia irripetibile. Il passaggio dal loro verso della mitraglia alla Batistuta per prenderci in giro sullo 0 a 2 a vederli uscire con le ossa rotte è un ricordo incancellabile”.

L’augurio per il centenario?

“Che sia fatto questo stadio. Con il rammarico che Rocco Commisso avrebbe potuto fare un grande stadio, così come ha fatto il centro sportivo, se solo glielo avessero permesso. Abbiamo perso una grande occasione. Il traguardo minimo è fare uno stadio presentabile, con i servizi igienici finalmente dignitosi. A livello sportivo una progettualità che io spero avvenga con la famiglia Commisso, disposta a realizzare i

sogni di Rocco, per portare la Fiorentina ai livelli che le spettano. Non dico vincere lo scudetto perché oggi è più difficile per il gap economico con le grandi squadre, ma almeno essere competitivi in campionato e nelle coppe europee”.