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Piccoli out? Rompicapo Vanoli, Braschi o falso nueve: chi può fare il centravanti

Matteo Torniai Redattore 
Infiltrazioni, dolore e denti stretti: Piccoli potrebbe alzare bandiera bianca per la gara interna contro il Sassuolo. E in quel caso? Da Gud a Solomon fino a Fabbian: tutte le possibili soluzioni offensive

La Fiorentina si prepara alla sfida casalinga contro il Sassuolo delle 12.30 con, forse, un problema enorme e, per certi versi, simbolico di una stagione complicata: non ci sono più centravanti. La possibile assenza contemporanea di Moise Kean e Roberto Piccoli costringerebbe infatti Vanoli a ridisegnare completamente l’attacco, affidandosi a soluzioni alternative e sperimentali.

Per Kean si tratta dell’ennesimo stop legato al noto problema alla tibia, un fastidio cronico che lo ha accompagnato per tutta la stagione e che, soprattutto nell’ultimo mese dopo la sosta per le nazionali, ne ha limitato fortemente l’impiego. Dall’altra parte Piccoli, che aveva raccolto il testimone nelle ultime settimane, sta soffrendo di un risentimento all’adduttore che lo ha costretto a giocare, secondo il Corriere Fiorentino, con le infiltrazioni nelle ultime uscite della squadra. L'ex Cagliari resta dunque forte dubbio.

Braschi dal 1'?

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La soluzione più naturale è quella del giovane Riccardo Braschi, attaccante della Primavera (come sta andando). Sarebbe l’unica vera prima punta disponibile in rosa e rappresenta l’opzione più “pura” dal punto di vista tattico.

Gudmundsson: precedenti incoraggianti

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Se Vanoli decidesse di non affidarsi al giovane centravanti, com'è probabile, la strada obbligata diventerebbe quella del falso nueve, adattando uno degli uomini offensivi già presenti in rosa. Il nome che più di tutti emerge è quello di Albert Gudmundsson, probabilmente il candidato principale per guidare l’attacco. Non sarebbe una novità assoluta: in carriera ha già ricoperto il ruolo di punta centrale in 29 occasioni, mettendo insieme 10 gol e 3 assist. In Serie A le apparizioni sono cinque, con un bilancio di due reti e un assist, tra Genoa e Fiorentina.

Ma è entrando nei dettagli che si capisce davvero la portata della scelta. Con il Genoa, il 7 ottobre 2023, Gudmundsson ha agito da unica punta nella sconfitta per 0-1 contro il Milan, mentre il 5 novembre dello stesso anno, contro il Cagliari, è stato schierato nel 3-5-1-1 da prima punta pura con Malinovskyi alle spalle, trovando anche il gol. In maglia viola ci sono precedenti più recenti: nel 2-2 contro il Bologna all’andata ha giocato accanto a Kean segnando su rigore nel finale, mentre nella sconfitta per 3-1 contro il Sassuolo aveva già occupato posizioni più avanzate. Ancora più significativo l’esperimento della scorsa stagione contro l’Empoli, nella vittoria per 2-1, dove nel 3-5-2 è stato impiegato come riferimento offensivo con alle spalle Beltran. Segnali chiari: Gudmundsson può adattarsi, ma con caratteristiche molto diverse da quelle di una punta classica.

Solomon: punta mobile o scelta estemporanea?

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Un’alternativa più “ibrida” è rappresentata da Manor Solomon, rientrato da poco dall’infortunio. Il suo spezzone contro il Lecce non ha lasciato il segno, ma la sua duttilità lo rende comunque una carta spendibile. In carriera ha ricoperto praticamente tutti i ruoli offensivi, compreso quello di punta centrale, anche se solo quattro volte e in un periodo molto lontano, tra il 2016 e il 2018, con la maglia del Maccabi Petah Tikva, in Israele. Un’opzione quindi possibile, ma meno strutturata e più legata all’improvvisazione.

Harrison davanti: un'idea di Bielsa

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Ancora più estrema la soluzione che porta a Jack Harrison. L’esterno inglese è uno di quei giocatori capaci di adattarsi praticamente ovunque, e nella sua carriera ha ricoperto anche il ruolo di prima punta in tre occasioni. Due risalgono all’esperienza in MLS con il New York City: il 23 ottobre 2016 contro i Columbus Crew, con gol e assist nel 4-1 finale, e il 17 settembre 2017 contro i Colorado Rapids. La terza è più recente, datata 24 agosto 2019, quando sotto la guida di Bielsa giocò da centravanti nel 3-0 contro lo Stoke City in Championship. Numeri ridotti, ma sufficienti per dimostrare una certa malleabilità.

Fabbian: una soluzione a sorpresa

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Infine, l’idea più sorprendente: quella di Giovanni Fabbian. Centrocampista d’inserimento, mezzala con attitudine offensiva, potrebbe essere avanzato come falso nove in un sistema completamente diverso, magari un rombo di centrocampo con lui a galleggiare tra le linee. Non esistono precedenti da prima punta nella sua carriera, ma proprio per questo rappresenterebbe una mossa tattica radicale, quasi un cambio di identità più che una semplice soluzione d’emergenza.