Il discorso di Joseph Commisso non mi è sembrato banale e scontato come sento dire in giro. È vero, c’è molta retorica, è molto americano, ma fra le righe, pensando al futuro che è quello che più interessa ai tifosi, ha detto delle frasi forti, si è sbilanciato e non poco. Sostenere che “i nostri sogni devono essere degni di Firenze”, ben sapendo la grandezza di Firenze e conoscendo la storia di questa città e della sua squadra, non mi sembra un concetto di poco conto. Ma anche annunciare che “non penseremo in piccolo”, lo prendo come una chiara manifestazione di intenti. Se non pensi in piccolo vuol dire che pensi in grande, ma questa può essere una speranza. Esiste pur sempre la via di mezzo. Detto questo, è vero che spesso le parole lasciano il tempo che trovano, sono solo una musica leggera per le orecchie, rassicurano quando c’è bisogno di essere rassicurati, ma è altrettanto vero che le parole non si dimenticano. Il presidente Commisso conosce Firenze, conosce i tifosi, sa benissimo che non sopportano di essere presi in giro, quindi credo che dopo certe dichiarazioni seguiranno dei fatti concreti. La voglia di rilanciare, di mettersi in fretta alle spalle una stagione dove s’è sbagliato di tutto e di più, è emersa chiara.

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Ora vediamo quanto budget avrà Paratici per dare un senso alle parole di Commisso
La speranza di una "carta bianca" per il d.s.
—Ho letto anche una sorta di parola d’ordine quando indica la rotta con “coraggio, fiducia e ambizione”. Ambizione, una parola che torna. E non può passare sotto silenzio l’investitura ufficiale di Fabio Paratici. Ha rivelato di essere stato proprio lui, con il padre morente, a volere un dirigente di livello internazionale, ha dato grandi meriti a Paratici per la salvezza e messo il futuro nelle sue mani. Lo ha nominato ed elogiato prima del direttore generale Ferrari e questo per me è un segnale forte e chiaro. Da cogliere. Adesso Joseph Commisso deve semplicemente passare dalle parole ai fatti. Speriamo che a Paratici venga data la famosa “carta bianca”, che abbia libertà assoluta nella costruzione della squadra in sintonia con Grosso e possa rapportarsi direttamente con Commisso, con la proprietà, senza le nocive intermediazioni del recente passato. E servirà pure un budget di spesa degno del rilancio promesso affinché le belle intenzioni non restino tali. Che mercato potrà fare Paratici? Con quanti soldi? E’ ovvio, scontato che parlando di uno bravo, dovrà prima vendere bene e liberarsi di tutta la zavorra accumulata negli anni. Poi, però, serviranno anche risorse per andare a prendere quei talenti, quei giovani, che andranno a costituire l’ossatura della squadra che verrà. Paratici dovrà mettere le basi per costruire una squadra e un progetto tecnico completamenti nuovi, rimettendo il calcio al centro di ogni idea.
Grosso per una ripartenza ragionata
—L’allenatore è quello giusto, mi sono già sbilanciato da mesi, Grosso è in sintonia con quello che dovrà fare la Fiorentina: una ripartenza ragionata attraverso un calcio diverso, moderno, in grado di regalare emozioni e riattivare l’orgoglio di tifosi. Dopo l’incontro con Joseph Commisso dei dirigenti viola capiremo quali saranno le intenzioni vere, quali i programmi e le famose ambizioni. Tradurre nei fatti le parole di Commisso è l’anello che manca, ma la fiducia deve esserci, come in tutte le ripartenze. Caso mai può diventare preoccupante la lontananza della proprietà, ma anche questo lo vedremo. Intanto l’ennesima telenovela allenatore si risolverà tra oggi e molto più probabilmente domani quando il Sassuolo sceglierà il sostituto e darà il via libera a Grosso. Storia strascritta da tempo e nessuno prenda in giro nessuno, capita a tutti di sbagliare, a qualcuno di più, ma dire che Paratici voleva confermare Vanoli è bizzarro.
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