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La storia del Watford: da Elton John e Blissett ai Pozzo mangiallenatori e Bove

La storia del Watford: da Elton John e Blissett ai Pozzo mangiallenatori e Bove - immagine 1
Dopo il Qpr c'è il Watford. La storia recente degli Hornets è piena di particolari interessanti
Niccolò Meoni
Niccolò Meoni Redattore 

Dopo il QPR ecco il Watford. La Fiorentina rimane a Londra, e dopo aver sfilato nel piccolo Loftus Road, stavolta si dirige verso dell'Hertfordshire, a pochi chilometri (o forse sarebbe meglio dire miglia), da Londra. Il Watford ha una storia legata a doppio filo con il mondo dello spettacolo e con l'Italia, curiosamente proprio come il QPR.

Sir Elton John e Blissett

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Il Watford ha sede nell'omonima città, ed è una delle tante realtà del calcio nell'hinterland londinese. Il nome del club inizia a divenire sempre più conosciuto grazie ad uno dei simboli dell'Inghilterra, ma in ambito musicale. Sir Elton John è un grandissimo tifoso degli Hornets, i calabroni. Anzi, definirlo tifoso sarebbe riduttivo. Elton John è stato anche il proprietario del Watford, con grandi risultati. Nel 1976 prende la guida del club, portandolo nella First Division (la Premier League dell'epoca). Nell'83 sfiora il titolo da neopromosso, perdendo contro il mitico Liverpool di Bob Pesley, che l'anno dopo vincerà la Coppa Campioni contro la Roma. Durante la presidenza dello storico musicista, la figura cardine è quella di Graham Taylor in panchina, ed in attacco brilla la stella di Luther Blissett. Lo stesso Blissett che, arrivato al Milan nell'estate dell'83, verrà ricordato come un flop clamoroso per i suoi gol sbagliati. Per i tifosi degli Hornets sarà per sempre The Big Flash.

L'era Pozzo

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Tornando ai giorni nostri: dopo anni complessi, la svolta arriva nel 2012, quando la famiglia Pozzo acquista le quote di maggioranza del club. I Pozzo esportano il modello italiano, ed i risultati non mancano. Promozioni e discese, una squadra yo-yo, che sale e scende, ma sempre rimanendo competitiva. Lo stile Pozzo però è anche quello dei cambi di allenatori (per ora siamo a 24 allenatori in 14 anni, una media alla Zamparini). In Inghilterra questa non è una pratica così ben vista, dato che in Premier si tende ad avere maggior pazienza con i manager. Il legame con l'Italia è comunque forte, visto che di tecnici italiani a Vicarage Road ne sono passati: Zola, Mazzarri, Ranieri, Sannino e l'attuale, il senese Alessio Dionisi. Oltre a questo ci sono le decine di affari completati con l'Udinese, un modello di multiproprietà avanti di un decennio. La squadra è in Championship dal 2022, e non sembra più riuscire a trovare la spinta avuta nel decennio 2010-20.

Due chicche

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Chiudiamo con due curiosità: la prima è la presenza di Edoardo Bove in rosa. Qualsiasi parola per descrivere il legame tra Firenze ed il centrocampista sarebbe superflua. La seconda è il momento saliente (o discendente, dipende dai punti di vista) della storia del Watford. Playoff per salire in Premier, anno 2013: al Watford serve un gol per battere il Leicester ed approdare alla finale di Wembley. Al minuto 92 c'è un rigore per le Foxes, il destino sembra scritto. Knockaert però si fa parare il penalty da Almunia, e sul ribaltamento di fronte Troy Deeney segna con un poderoso controbalzo. Vicarage Road esplode, i tifosi scendono in campo, con Deeney che si getta sulla folla, una delle partite da instant classic nel calcio inglese.