43 anni, ecco quanto ha dovuto attendere la Fiorentina Primavera per tornare sul tetto d'Italia. Decenni in cui sono passati tantissimi talenti sono passati da Firenze. Ma alla fine è stata la banda di Daniele Galloppa concretizzare i sogni di un'intera società. Una società che sta lavorando bene da anni sul settore giovanile, sia grazie ad un lavoro di scouting locale certosino, sia grazie alle strutture del Viola Park.

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Kouadio e Braschi, i baby-big che hanno mandato in paradiso Galloppa
I baby big
—Nella serata decisiva, in un match non semplice, a deciderla sono stati i baby-big di Galloppa. Prima Braschi dal dischetto, poi Kouadio di testa hanno certificato il successo viola. Lo spavento finale non ha influenzato il finale di una bella storia. Braschi, autore di 19 gol stagionali, fiorentino doc, cresciuto idolatrando quel Gabriel Omar Batistuta che ogni tanto omaggia esultando con la mitraglia. Proprio quel Braschi finito al centro della discordia per la gestione di Vanoli, e finito al centro del dibattito riguardante i giovani italiani. Kouadio invece nel giro della prima squadra c'è da inizio stagione, con Pioli che lo ha buttato nella mischia già nelle prime giornate. Pratese di origini ivoriane, Kouadio è arrivato a Firenze nel 2021, uno dei tanti giovani toscani pescati da Angeloni. Un centrale moderno che si è scoperto goleador nel momento più importante.
Un ciclo chiuso
—Si chiude un ciclo importantissimo, quello targato Daniele Galloppa. Arrivato per sostituire Alberto Aquilani, il tecnico si è messo in mostra con il suo stile. Sempre pacato, ma con le emozioni al centro del proprio lavoro. Il classe 1985 adesso è pronto per il salto tra i grandi, ma difficilmente dimenticherà gli anni fiorentini, terminati nel miglior modo possibile. Con una prima squadra deludente, ci ha pensato la Primavera a colorare di viola il cielo sopra al Viola Park.
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