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Il Giglio si affida a Rugiada contro il Como
Il Giglio, come tutti i tifosi, ha un sapore molto amaro in bocca dopo la partita persa contro il Cagliari. Quel che temeva è successo. La Fiorentina, pur cercando di dominare la partita, è stata poco concreta, e punita ad ogni errore. Era vietato perdere, e purtroppo è ciò che è successo. Non si puo' negare l'impegno dei giocatori, però il Cagliari ha dimostrato di essere più unito, più squadra. E quest'idea che la Fiorentina è disunita è una ferita aperta nel cuore del Giglio, soprattutto che la classifica è tornata ad essere disastrosa, nonostante i progressi nel gioco.
Il Como arriva dunque a Firenze nel peggior momento. Essere in zona retrocessione è un po' come morire ogni giorno per il Giglio, che deve costringersi a pensare alla Coppa Italia. Andare avanti in questa competizione (e vincerla) potrebbe permettere di rendere una stagione disastrosa quasi buona, a patto di salvarsi in campionato. Però il Giglio sa che è più facile da dire che da fare, soprattutto che malgrado lui stesso, non si fida piu' interamente dei suoi giocatori. Anche i migliori alternano buone prestazioni a cali di concentrazione inaccettabili. Il Como rappresenta tutto ciò che il Giglio e che i tifosi avrebbero voluto apprezzare nella Viola. E' giovane, è frizzante, è spavaldo, gioca bene, e sa anche vincere, sommergendo di gol le squadre avversarie. Quindi sulla carta, il Como è favorito.
Il Giglio schizza un piccolo sorriso. Nella sua lunga esperienza sa che essere sfavoriti può talvolta aiutare a sorprendere l'avversario. E' per questa ragione che il Giglio decide di chiamare Amaranto, il gatto fenicio che tifa Viola.
"Come fare per battere questo Como, quando sono così depresso, e che il mio umore incide anche su quello dei giocatori?" il Giglio chiede al suo gatto porta-fortuna. "Miao!" esclama Amaranto, "miao, miao... Sarà molto dura... Bisognerà lottare per tutta la partita, e mai mollare la concentrazione, nemmeno per un'attimo... Ma conosco una gatta che può forse aiutarla, Venerabile Giglio!"
"Davvero Amaranto?"
"Miao! Sì, si chiama Rugiada..."
"E come potrebbe aiutarmi?"
"Miao, Rugiada, come il suo nome indica, sa far condensare l'acqua..."
"Aspetta, Amaranto, penso di capire! Fai referenza ai Lariani, che deriva da Lario, il nome antico del Lago di Como?"
"Miao!"
"E quindi, i Lariani traggono la loro forza dal loro Lago, e per contenerli e sconfiggerli, dobbiamo cercare di capirli, di toccare a questa stessa acqua che bevono?"
"Miao! Miao!"
"Mi stai dicendo che è esattamente questo... Sei un gatto molto intelligente, Amaranto. Tutto questo mi ricorda un bellissimo libro, ancora poco conosciuto a Firenze. Si chiama Il Nome del Vento, scritto da Patrick Rothfuss. Quando capisci il vero nome di una cosa, guadagni potere su di essa."
"Miao… miao…"
"Eh, lo so Amaranto, anche con l'aiuto di Rugiada, sarà un’impresa qualificarci ai quarti di finale."
In quel momento, il Giglio sente le sue foglie e i suoi petali coprirsi di piccole gocce che assomigliano a perle. Allora, chiama a sé i suoi undici leoni e il loro allenatore. "Assaggiate queste gocce d’acqua che luccicano, leoni miei, e battetevi per Firenze, e per Rocco che vi guarda da lassù. Questa è la vostra chance di iniziare a riscattarvi. Dovete riuscire a portare un sorriso sulle labbra di Catherine e Joseph Commisso che per la prima volta quest'anno, seguiranno la partita dagli spalti. Dovete convincere i tifosi che non siete scarsi, e che potete ancora farli sognare."
Poi il Giglio guarda Vanoli, occhi negli occhi. "Paolo, salvare la Fiorentina è il minimo che puoi fare. Però, so che in fondo ami questi colori. Se desideri rimanere a Firenze più a lungo, sai bene che le coppe sono l'unica opportunità che hai ancora di dimostrare la tua bravura."
Nota sull'autore:
Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un diploma di master d’ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/
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