"Squadra che vince non si cambia", uno degli assunti classici del calcio. Non sempre però questo detto è davvero la soluzione migliore, come si è visto ieri allo Stadio Franchi. La Fiorentina di Vanoli è ripiombata nei suoi difetti cronici, nonostante il tecnico avesse schierato sostanzialmente lo stesso 11 (con il cambio forzato Parisi-Solomon) di Bologna. In particolare sono state le scelte riguardanti il centrocampo a sollevare alcuni dubbi.

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Il dogma che non regge: Brescianini ed il segnale mandato a Vanoli
Niente innesti
—Mandragora e Ndour hanno faticato contro un centrocampo schierato come quello del Cagliari. Vanoli da quando è passato alla difesa a 4 ha mantenuto l'impianto della sua Fiorentina invariato, sia contro squadre più attrezzate, come Milan e Bologna, sia contro dirette concorrenti come Parma e Cagliari. Il risultato è stato evidente, le due mezz'ali sopraccitate hanno dato equilibrio contro le big, riuscendo a dire la propria nei duelli individuali. Mentre contro le squadre più chiuse, e più propense a serrare i ranghi, il centrocampo non ha girato. Una volta schermato Fagioli, con la marcatura di Esposito, la mediana viola è andata nel pallone, non riuscendo più ad impostare. Inoltre la moltitudine di cross viola non ha quasi mai trovato una mezz'ala in grado di riempire l'area, con Mina, Luperto e Zè Pedro padroni dell'area. L'ingresso di Brescianini ha mostrato tutte le qualità dell'ex Atalanta, nell'aggredire l'area e nel saper portare aggressività. Non è un caso che la Fiorentina abbia iniziato a creare pericoli proprio con i cambi. Anche Vanoli nel post-gara ha sottolineato la cronica difficoltà di questa Fiorentina nell'attaccare le difese basse. Brescianini e Fabbian (una prima complessa, con alcune difficoltà fisiologiche) non saranno la soluzione ai problemi viola, ma la gara di ieri ha emanato un verdetto abbastanza chiaro. Per sfondare la Fiorentina ha bisogno dei suoi arieti. Ndour nel corso dei mesi è cresciuto, ma la sua utilità tattica non ha pagato negli scontri salvezza, un elemento che Vanoli probabilmente terrà in considerazione. D'altronde i punti contro le "piccole" pesano, soprattutto quando si lotta per restare a galla.
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