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Bonucci idea da 0, Koleosho da 7. Male gli esuberi, Viery top: le pagelle di giugno

Il ViolAutore
Il colpo Viery apre il mercato della Fiorentina. Le pagelle del nostro ViolAutore

0 all'idea Bonucci per la Primavera

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Probabilmente non era vero, meglio così. Ma se qualcuno l'avesse solo pensato, minimo vuol dire che non ricordava di come la piazza era insorta per una cena in Versilia tra l'allora ds Pradè e l'ex difensore. E' vero che sono cambiati i tempi, ma qui la juventinità sarebbe (stata) troppa.

1 alla (probabile) cessione di Mandragora

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Italiano lo vuole a ogni costo al Besiktas, a 29 anni (appena compiuti), ci può anche stare di provare un'avventura all'estero. Eppoi resistere quattro stagioni a Firenze può essere logorante. Tutto vero, ma considerato il feeling con il gol, il senso di appartenenza e gli attributi tirati fuori nel momento più complicato dello scorso campionato, chi scrive, di Rolly proprio non si priverebbe.

2 alla difficoltà di sfoltire la rosa

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Con il ritorno dello stuolo di giocatori in prestito, Grosso rischia di non avere casacche a sufficienza per gli allenamenti. Il compito più difficile per Paratici sarà vendere e non svendere. Con tutte le complicazioni del caso, come dimostra la trattativa per la cessione di Beltran che non ne vuol sapere di tornare in Argentina. Ma a costo di qualche fisiologica minus valenza, non sarebbe meglio turarsi il naso e iniziare le operazioni in uscita?

3 al "cronoprogramma rispettato"

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La frasetta di rito quando si parla della ristrutturazione del Franchi è buona per tutte le occasioni. L'ultima, quando un solerte tecnico di Palazzo Vecchio è intervenuto in Commissione per comunicare che erano state montate le travi principali delle coperture appunto "nel rispetto dei tempi previsti". Sarà, ma intanto la data dei festeggiamenti per il centenario si avvicina e il Franchi si presenterà come un cantiere...

4 al discorso di fine stagione di Commisso

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Un quarto d'ora di videomessaggio pensato, studiato e anche un po' scenografico. Per qualcuno un'americanata, per altri parole che arrivano dal profondo del cuore. Ha fatto molto discutere lo "speech" di bilancio del presidente. Qui, ci limitiamo a rimarcare che di concetti veri ne sono stati espressi pochi, che il ringraziamento a Paolo Vanoli poteva essere un po' più sentito e a fare una richiesta: "Joseph, a quando qualche parola in italiano?". Speriamo che il suo ritorno a Firenze per le celebrazioni del 29 agosto possa essere la volta buona.

5 alla conferenza di Ferrari e Paratici

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Dopo il viaggio negli Stati Uniti definito dai partecipanti "utilissimo", c'era un'attesa quasi messianica per il resoconto dei dirigenti viola. Ds e Dg ci hanno ribadito che il club non è in vendita e che la Fiorentina vuol essere competitiva. Nessun accenno, invece, a rinnovi, trattative o budget a disposizione. Ognuno comunica come crede, per carità, ma forse allora poteva quasi bastare un comunicato, senza il (potenziale) contraddittorio.

6 alla scelta di Antognoni

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Il Capitano non si discute. Mai. Ma se davvero non sarà alla festa per il centenario come ha ribadito anche alla presentazione del suo libro "Una vita da dieci", a rimetterci saranno soprattutto i tifosi. L'affetto della città nei suoi confronti è immutato e, per quanto le motivazioni possano essere profonde, non rispondere all'invito della Fiorentina, ferirebbe più che altro la gente. Senza voler entrare nei gangli del rapporto di Giancarlo con la famiglia Commisso, l'invito resta quello di ripensarci.

7 all'idea Koleosho

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In attesa di capire se gli uomini mercato viola affonderanno il colpo per il giovane di proprietà del Burnley, di sicuro lo possiamo etichettare come il prototipo del giocatore "da Fiorentina". Giovane, di gamba e capace di accendere i tifosi con i suoi uno contro uno. Certo, non ha mai giocato in serie A ma se ha conquistato Silvio Baldini che gli ha dato grande fiducia nella sua Nazionale sperimentale, significa che è uno su cui scommettere. E poi gli esterni servono come il pane: Grosso li usa molto nel suo modulo e, in attesa di capire il destino di Solomon, nella rosa attuale non ce n'è neppure uno.

8 a Ndour con la 10 in Nazionale con Comuzzo che torna diga

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Magari non era la vera Italia (ma ce n'è una?), però rivedere un giocatore della Fiorentina con il "numerone" sulle spalle in maglia azzurra, un certo effetto l'ha fatto. Soprattutto perché il centrocampista ex Psg ha anche disputato due ottime partite contro Lussemburgo e Grecia. Però ha ragione Paratici: deve ancora crescere molto. Come Comuzzo, che comunque agli ordini del Ct ad interim ha dimostrato di essere ancora un ottimo difensore nonostante l'annata difficilissima vissuta in viola.

9 a Pongracic al Mondiale

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Venerdì sfiderà Cr7 ai sedicesimi del Mondiale. Niente male, mentre i suoi compagni (passati e quasi sicuramente futuri) sono in vacanza o al massimo programmano il prossimo ritiro. E poi la partecipazione alla kermesse americana del difensore croato è impreziosita anche dalle gerarchie scalate nella squadra di Dalic. Un solo giocatore a rappresentare il club viola con una formula così extra-large resta poca cosa, ma di questi tempi forse bisogna accontentarsi.

10 al colpo Viery

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Quattro nomi (ma i tifosi viola gli troveranno presto un nomignolo, statene certi), è il primo acquisto della campagna estiva. Ed è anche un bel segnale perché l'investimento è importante, sfiorando i 17 milioni bonus compresi. Significa che Paratici gode di discreta autonomia finanziaria al netto della melina nelle dichiarazioni ufficiali. Il brasiliano ha 21 anni ed è in procinto di firmare un contratto lunghissimo. Il sogno di tutti, al Viola Park, è che a Firenze trovi l'ambiente giusto per diventare una colonna della Seleçao del futuro, anche perché la difesa sembra il reparto verde-oro maggiormente da svecchiare.