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Gudmundsson, lascia o raddoppia? Perché non ha reso e perché potrebbe farlo presto

Matteo Bardelli Redattore 
Albert Gudmundsson è da tenere o lasciare in vista della prossima stagione? Tante le voci, ma un giocatore così è rischioso perderlo

Arrivati quasi alla fine di questa stagione, in casa Fiorentina è tempo di valutazioni, sia per quanto riguarda l'allenatore che i giocatori. Soprattutto dopo una stagione del genere. Uno dei protagonisti assoluti di questa estate sarà Albert Gudmundsson, perché Firenze, come quasi sempre accade, si è divisa su di lui. Da una parte coloro che lo vorrebbero mandare via, perché non si merita la 10 viola sulle spalle, perché non incide come dovrebbe, perché gioca senza voglia ecc... Dall'altra, quelli che amano questo tipo di calciatori, che da un momento all'altro potrebbe accendersi e svoltarti una partita. E l'islandese è questo: un giocatore diverso dagli altri, che la Fiorentina dovrebbe pensarci molto prima di lasciarselo scappare. Una cosa è certa, il mese di maggio potrebbe essere decisivo.

La situazione

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Gudmundsson ha firmato un contratto di quattro anni con la squadra viola, fino al 2029. Dopo la passata stagione, la dirigenza della Fiorentina ha ridiscusso l'accordo con il Genoa, abbassando la parte fissa del prezzo del riscatto da 17 a 13 milioni, a cui si erano aggiunti i circa 6 del prestito oneroso. E a lui, di stipendio, sono garantiti 2,2 milioni di euro netti a stagione. In vista della rivoluzione in programma in estate per la Fiorentina, ci sarà da capire se Paratici e, il prossimo allenatore, saranno d'accordo nel trattenerlo. Intanto, come già successo circa un anno fa, ci sarà da tenere d'occhio la Roma, da tempo interessata ad un giocatore con le sue caratteristiche.

Allenatori che non lo hanno esaltato

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Nella passata stagione, con Palladino in panchina, l'islandese ha mostrato qualche lampo fenomenale, nonostante il gioco dell'allenatore fosse lontanissimo dal suo tipo di caratteristiche. L'attuale allenatore dell'Atalanta giocava praticamente a pallonate in avanti, saltando completamente il centrocampo. Oltre al fatto che conviveva con un problema extra campo non di poco conto, terminato poi per il meglio. E in parte, quest'anno è lo stesso. Cambiando modulo, Vanoli lo ha messo ala sinistra (attenzione, ruolo che può fare benissimo viste le sue qualità), ma che lo limita sotto certi punti di vista, soprattutto quello difensivo. Poco da dire sulla parentesi con Pioli, nella quale tutta la squadra era una disastro.

Perché è giusto credere in Gudmundsson

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Gudmundsson è un giocatore che non deve avere catene: deve semplicemente muoversi dove meglio crede, senza regole. Deve essere libero di sviare per tutto il reparto offensivo e soprattutto ricevere il pallone tra i piedi, duettare con i compagni e, cosa più importante, avere la porta difronte. Tutti abbiamo ben presenti le sue qualità balistiche. L'ex Genoa deve giocare come trequartista, alle spalle della punta. Quello è il suo vero ruolo. Non è un caso se un giocatore come Giuseppe Rossi lo ha definito come un suo possibile erede in viola. (LE PAROLE DI PEPITO). Inoltre, c'è un altro fattore da tenere in considerazione: lui a Firenze ci sta veramente bene e le parole ai microfoni della Lega Serie A di qualche giorno fa ne sono la prova.

Detto questo, sarebbe un peccato vederlo partire, perché dà l'idea di essere il classico giocatore che te hai aspettato da tempo e al momento in cui lo vendi ad un'altra squadra esplode del tutto. E ricordiamoci una cosa, nonostante non abbia brillato in queste due stagioni in viola, ha comunque collezionato 18 gol e 9 assist fra tutte le competizioni. Numeri non da sottovalutare.